giovedì 30 agosto 2018

Dal libro al film - Tutte le volte che ho scritto ti amo | Cinque cambiamenti da libro a film


Penso di aver consigliato questo film a chiunque nelle ultime due settimane, e questo libro a chiunque negli ultimi quattro anno. Sì, avete letto bene: 4 anni.
Anche io mi sono ri-presa la febbre da Peter K e oggi voglio parlarvi di cinque cambiamenti da libro a film, sia aggiunte che rimozioni, che sono state per il meglio o per il peggio (vedete il mini sottotitolo a ogni voce).

ATTENZIONE: Ovviamente ci saranno spoiler, ma non penso che sareste qui non avendo letto/visto almeno uno dei due, no?



Ah, e alle persone che mi chiedono se recuperare i libri o meno anche dopo che hanno visto il film.. la risposta è HELL YES! I libri sono carinissimi, non come l'altra serie di Jenny Han che personalmente non ho amato, e ci sono ancora tante cose da scoprire nella vita di Lara Jean. Per lo meno arrivate al secondo volume (il terzo è super cute, ma con pochi eventi effettivi). Però se siete stati colpiti dal film nel vale veramente la pena.
Ricordatevi anche che io ho amato sia libro che film, quindi tutto quello che trovate qui sotto è più una riflessione e un apprezzamento verso l'uno o l'altro, che una critica. 


1. La collana di Lara Jean 
Nope
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Per tutto il film Lara Jean indossa una collana d'oro, a forma di cuore, con un piccolo diamantino nel mezzo. L'avevate notata? Sì, beh, per chi ha letto il libro in realtà la collana era un pezzo di antiquariato che la mamma di Peter aveva in negozio e la nostra protagonista la ammirava sempre quando ci entrava, ma un giorno è sparita. Indovinate chi l'ha notato e ha deciso di farle un regalo? ;)
Purtroppo lei la indossa ancora prima di imbattersi in Peter nel film e quindi non c'è speranza di vedere la scena in un eventuale seguito, ma mi sarebbe davvero piaciuto vederla anche sullo schermo.

2. Bacio spontaneo
Nope
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Vi ricordate i flashback nel film in cui sono tutti dodicenni e giocano al gioco della bottiglia? Sì, beh, il bacio di Lara Jean e Peter K nel libro accadeva invece in modo spontaneo. Non che nella scena non fosse evidente che comunque a Peter lei piaceva (altrimenti avrebbe ascoltato il suggerimento di rigirare la bottiglia), ma...

3. La motivazione di Kitty
Hell yes
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Mega spoiler sull'invio delle lettere, che poi nel film non lo è neanche troppo: Kitty è la colpevole. Quello che però cambia è che mentre nel libro la sua motivazione è stupida, un litigio con Lara Jean, nel film Kitty appare un po' più consapevole di quello che sta facendo. Dopo un lungo discorso sul fatto che sua sorella sta a casa a guardare vecchi episodi delle Golden Girls invece di uscire, decide di prendere lei in mano la situazione. Forse poteva avere più tatto, ma come dice anche Margot le sue intenzioni erano buone. E poi comunque ci guadagna un Peter, quindi io farei a cambio.

4. John Ambrose McClaren
Nope
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Praticamente uno dei miei personaggi preferiti, John Ambrose è il ragazzo perfetto: bellissimo, studioso, un amore con sua nonna... insomma, avete capito. Ed era pure uno dei migliori amici di Peter. Però, forse perché il film era pensato per essere autoconclusivo, quando Lara Jean deve parlarne non usa il suo nome e quando John appare alla fine nel film con la lettera in mano e i fiori non era esattamente come lo avevo immaginato. A dir poco. 
Siccome il primo libro finisce con un cliffhanger era logico che per rendere il film autoconclusivo dovessero attingere al materiale del secondo libro, ma non hanno incluso il personaggio di John. Se però dovesse esserci un seguito mi pare ovvio che dovranno inserirlo, proprio perché è al centro degli eventi di PS. I still love you. Quindi produttori vi prego, vi prego, fategli giustizia e non rovinatemelo.

5. La madre di Lara Jean
Yes
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Si parla molto della perdita della madre, ma grazie al cielo hanno lasciato fuori il motivo per cui è morta. Un giorno è caduta in casa, si è addormentata sul divano per riposarsi e non si è più svegliata. Con tutte le cadute assurde che fa Lara Jean, aka buttarsi giù dal tetto per sfuggire a Josh, il fatto che abbiano lasciato la ragione della morte della madre un mistero è decisamente per il meglio.

***

Queste sono le prime cose che sono venute in mente a me, con la partecipazione delle mie amiche Mary e Cate (ormai fanclub ufficiale nel nostro gruppo su whatsapp), ma ce ne sono altre che potrei citarvi. Ad ogni modo io penso che abbiano fatto un ottimo lavoro nell'adattare il film, soprattutto dovendolo mantenere uno standalone (ma speriamo che adattino anche il secondo, visto il successo!). C'è qualche altra scena che avreste voluto vedere e che invece non è stata inclusa?


PS: che grandissima Ship

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giovedì 19 luglio 2018

Esce oggi: Non è detto che mi manchi, di Bianca Marconero

Titolo: Non è detto che mi manchi
Autore: Bianca Marconero
Pagine: 315
Prezzo: 9,90€
Casa Editrice: Newton Compton


Trama:
Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l'arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l'ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un'affinità sorprendente... Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l'unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.


Torna in libreria da OGGI un'autrice italiana che amo! Andate a dare un'occhiata ai suoi romanzi perché meritano <3


venerdì 29 giugno 2018

BlogTour | Le sfide di Apollo: Il labirinto di fuoco | Apollo nei media

E' di nuovo quel bellissimo periodo dell'anno in cui esce un libro di Riordan e io non sto nella pelle.
Oggi parliamo un po' di Apollo e di come sia generalmente snobbato dai media, mentre Rick ne ha fatto un suo protagonista :P Pronti?

Titolo: Le sfide di Apollo:  Il labirinto di fuoco
Autore: Rick Riordan
Pagine: 420
Prezzo: 17,00€
Casa Editrice: Mondadori

Trama: Domare le fiamme di un labirinto infuocato dovrebbe essere un gioco da ragazzi per il dio del sole se soltanto Zeus non l'avesse trasformato in un adolescente imbranato e senza poteri! Armato di ukulele e di una logorroica freccia parlante, Lester Papadopoulos, in arte Apollo, non sembra avere molte speranze di riuscire nell'impresa, eppure è l'unico che può tentarla: dovrà attraversare l'abisso più rovente del globo per liberare la Sibilla Eritrea, l'Oracolo che vi è incatenato. Prima, però, sarà costretto ad affrontare Caligola, il terzo e più temibile membro del Triumvirato che ha fatto prigionieri i cinque Oracoli. Dopo aver nominato senatore il suo cavallo, l'imperatore ha ora una nuova e più eccentrica ambizione: diventare dio del sole! E per realizzarla è deciso ad assorbire la forza del titano Helios e la poca essenza immortale rimasta nel povero Lester. Come sempre, il più vanitoso degli olimpi non potrà che confidare nell'aiuto degli amici e arrendersi al destino: per tornare a essere un dio, dovrà accettare la propria imbarazzante umanità!
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Dove altro abbiamo sentito parlare di Apollo? 
Vi faccio qualche esempio:




Apollo nella mitologia è il dio del Sole, delle Arti, della Profezia (ehilà, Oracolo che hai causato tanti problemi), della poesia (salve, haiku orribili) e della medicina (buongiorno, Will Solace). Ma ora vediamolo in periodi più recenti.






Se avete più o meno la mi età sicuramente vi ricorderete di un certo cartone animato: Pollon! *Pollooooon, Pollon combina guai*

Era la storia della piccola Pollon, una pasticciona che guarda caso era la figlia del dio Apollo e che voleva diventare una dea. Per quel che ricordo era molto divertente, anche se è una vita che non lo vedo in giro. Chissà se danno ancora qualche replica. Apollo appariva ogni tanto per aiutare la figlia nelle sue missioni.






Sempre stando in tema cartoni, ma sta volta Disney: chi non ama Hercules? Nel film del 1997 (vecchio quasi quanto me, sigh)  Apollo appare nella scena finale in veste di dio dalla pelle e capelli viola e un mantello affrancato sul davanti con l'effige di un sole, ma non ha un grande ruolo nel film.




(Parentesi scientifica: l’Apollo della NASA è un importante riferimento al dio, essendo tipico chiamare il programmi spaziali con nomi della mitologia greca. Il nome a quanto pare fu proposto da Abe Silverstein e così è rimasto. Ironico che si tratti del dio del Sole associato al programma spaziale che portava l'uomo sulla Luna.)




Apollo era presente nella serie tv Hercules e anche qui andiamo un po' indietro nel tempo, con dei costumi improbabili e luccicanti. L'attore che lo interpreta è Scott Michaelson.







E ora due film, di cui il secondo è nella mia lista di film da vedere da circa cinque anni: Scontro tra titani (che potrebbe benissimo essere un titolo di zio Rick) e Immortals (che ha un cast interessante, tutto preso da serie tv e film che mi piacciono - sì, c'è anche Daniel Sharman). Nel primo Apollo è interpretato da Luke Evans, che anche qui sfoggia una tenuta scintillante, e nel secondo è Corey Sevier, un attore canadese (foto non pervenuta).




Ma quello che volevo dirvi davvero è che l'unico ad aver dato caratteristiche umane e ad aver reso protagonista un dio importante come Apollo che, sebbene uno degli dei principali, è sempre in disparte è Rick Riordan. E solo per questo dovreste leggere la serie o, se siete indietro, recuperarla. 

Cosa aspettate?

Ricordatevi di passare a leggere le altre tappe!

martedì 22 maggio 2018

Segnalazione: Cenere sulla brughiera, di Francesca de Angelis

Per gli amanti di Cime tempestose :)


Titolo: Cenere sulla Brughiera
Editore: Arduino Sacco Editore
Autore: Francesca De Angelis
ISBN: 978-88-6951-219-3
Numero pagine: 228
Data di pubblicazione: settembre 2016
Sito editore :www.arduinosaccoeditore.eu


Trama: Catherine Barret nacque in una piccola cittadina dello Yorkshire, crescendo felice fra le brughiere che caratterizzano quei luoghi. Un infanzia ridente che sembrava poter durare in eterno viene spezzata dalla morte dei suoi genitori Elizabeth e Robert Barret. Cathy assieme alla nonna Mary e alla sua infantile zia Clarisse viene è costretta ad immigrare negli Usa. Dopo la morte della nonna, seguita successivamente da quella della zia, Catherine viene affidata ai Finch una coppia snob e sgarbata che la maltratta in continuazione. La ragazza troverà un po' di sollievo con l'amicizia e successivamente storia d'amore con il tormentato Logan suo compagno di classe, ragazzo fragile che cela la sua infelicità con un facciata allegra e solare. Dopo giorni di idillio, Logan scompare. Catherine dovrà così fronteggiare da sola il bullismo dei suoi compagni di classe. Fra mille peripezie dopo essere scampata ad una violenza di gruppo da parte dei suoi compagni, si ritroverà a fuggire per la campagna, braccata dalla polizia che la considera responsabile della morte dei suoi amici e dei suoi genitori adottivi. Cathy da innocente verrà condannata alla pena capitale dopo essersi ricongiunta con Logan ed aver appreso di essere stata usata da John Cabol un perfido avvocato amico dei Finch, assassino degli stessi che ha visto in lei lo strumento ideale per realizzare i suoi loschi piani. Il lieto fine arriverà solo con la pace eterna, poiché nelle mie storie spesso è solo l'aldilà il luogo di pace. Nei miei racconti i protagonisti sono quasi sempre ragazzi soli e gli adulti che dovrebbero proteggerli diventano spietati carnefici senz'anima. Solo gli adulti deboli, in questo caso rappresentati dall'infantile ed un po' pazza zia Clarisse e gli anziani nonni di Logan rappresentano il bene che però è sempre destinato a soccombere. In questo romanzo ispirato a “Cime Tempestose” spesso citato nel libro come romanzo preferito dalla protagonista ho voluto rappresentare il lato oscuro nel mondo dove la vita, la felicità e l'amore vengono abbattuti dal denaro e dalla sete di potere qui rappresentati dal malvagio avvocato Cabol.   

mercoledì 16 maggio 2018

Tuo, Simon, di Becky Albertalli | BlogTubeTour

Siete pronti a scoprire questo libro (e film) dolcissimi? 
E' iniziato qualche giorno fa il tour tra blog e video su youtube in cui se ne parla, ogni tappa un argomento diverso... iniziamo?

Titolo: Tuo, Simon
Autore: Becky Albertalli
Pagine: 252
Prezzo: 17,00€
Casa Editrice: Mondadori

Trama: Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un'intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un'email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell'anno... a meno che Simon non l'aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero

Oggi torno a parlarvi di un romanzo che avevo già recensito ad Ottobre 2016, la trovate qui, ma qualche parola in più su questo volume non fa mai male. 
E' una storia d'amore carinissima, è una storia di amicizia, è una storia che include tutti i tipi di personaggi e che vi farà sicuramente sorridere. Siamo qui per parlarne in occasione dell'uscita al cinema il 31 maggio del film omonimo che ne è stato tratto e, chi su youtube e chi sui blog, raccontarvi un po' della storia e dei suoi personaggi.

@carrot-boi su Tumblr
Io ho l'arduo compito di parlarvi di Blu, ebbene sì. Se avete letto la trama sapete già che Simon ha questo costante scambio online, e potenzialmente qualcosa di più, con un misterioso Blu, di cui non conosce l'identità. E qui viene il difficile nel parlarvi di Blu senza effettivamente dirvi chi è Blu, ma penso di potercela fare, se avete un attimo di pazienza.

Quello che fondamentalmente ci interessa di questo Blu, che non ha ancora fatto coming out esattamente come Simon, è che è diventato praticamente il suo migliore amico. In un momento in cui il suo gruppo di amici più stretti è in crisi, in cui come affrontare il coming out è un pensiero difficile, in cui le cose a casa non sono più le stesse da quando la sorella maggiore se n'è andata... Blu è la costante per il nostro protagonista. E' colui che lo fa ridere, con cui flirta spudoratamente, con cui condivide tantissime cose, tranne cose troppo specifiche che potrebbero rivelare la sua identità.

Tutti si meritano una grande storia d'amore

Sappiamo parecchio però di Blu. Sappiamo che è ebreo, che ha i genitori divorziati e che il padre si è risposato ed è proprio di uno degli amici del padre che Blu si era infatuato e ha capito così di essere gay. 

E sicuramente capiamo subito che Blu è estremamente sensibile, forse anche un tipo che si espone poco, perché di sicuro tra i due è quello più restio a rivelare la propria identità, mentre Simon vorrebbe davvero smettere di nascondersi dietro il nome Jacques con cui firma le mail.



Non vi dico altro perché siamo già andati troppo oltre. Fatemi sapere se lo avete letto, avete intenzione di leggerlo o di vedere il film!

Ricordatevi di passare anche da 
Everpop | Oh ma che ansia | Fangirl in love with books | Il salotto del gatto libraio | Diario di un acido | Reading can save us | Lotus Blog | Martina | Emozioni di una musa

mercoledì 25 aprile 2018

La mia lista su Netflix: 5 titoli che ho recuperato subito

Ebbene sì, anche io ho finalmente provato Netflix. Vi scrivo nel momento di indecisione tra il rinnovarlo o meno (non tanto perché mi sia trovata male, quanto perché invece di passare la vita su Netflix dovrei anche studiare), e volevo parlarvi dei cinque titoli che ho visto subito e tutte di filata - ovviamente grazie a due settimane di vacanza di Pasqua, e ahimè una di malattia.
Penso che le serie da binge-watch dicano tanto di una persona... vediamo le mie :P


Bates Motel
Stagioni: 5
Su Netflix: 4

La prima ha una menzione d'onore perché ho visto quattro stagioni in una settimana mentre ero a casa malata. Sarà il mio amore per Freddie Highmore (e non ditemi che non lo conoscete perché è uno dei pochi attori bambini che non si sono persi per strada, quindi qualcosa di suo lo avete visto), sarà che nonostante la fifa le storie un po' creepy, psicologiche e cupe mi attirano sempre ma Bates Motel mi ha davvero appassionata. 
Ora, se non hanno dato un premio a Freddie, aka il nostro Norman Bates per i momenti in cui passava dall'essere normale, all'essere furioso, ad essere sua madre... hanno davvero sbagliato. Fondamentalmente la storia si ispira ai personaggi di Psycho, il famoso film di Hitchcock, quando Norman Bates, futuro serial killer e psicopatico, è ancora adolescente e lui e la madre hanno appena acquistato il famoso Motel degno di ogni incubo.


Suits
Stagioni: 7
Su Netflix: 5

Questo titolo in realtà non mi attirava tantissimo, o meglio se non ci fosse stato su Netflix non so se mi ci sarei avvicinata. Ma un po' la presenza di Meghan Markle, e un po' il fatto che su Instagram mi è stata consigliata varie volte mi hanno convinta, e devo dire che non mi sono pentita.
Mi ha ricordato un po' White Collar, che avevo seguito mentre andava in onda con devozione, e mi ha divertita parecchio. Di questa non sono arrivata ancora alle 5 stagione, sono ferma alla quarta perché ha più episodi di Bates Motel e quindi ci sto mettendo un pochino.




Anne with an E
Stagioni: 1
Su Netflix: 1

Fun fact: non vedevo l'ora di vedere questa serie, ed è la prima che ho iniziato. Fun fact 2: ho odiato a morte il primo episodio. Era un pilot lungo un'ora e mezza in cui Anna parlava e basta, e io volevo spararmi. So che è una peculiarità del personaggio, ma davvero mi stava dando i nervi. Per cui finito il pilot l'ho piantata per Suits e Bates Motel, e solo dopo quei due l'ho ripresa, amata e finita. Ho sentito di altre persone che come me hanno avuto un grande problema con l'episodio pilota, quindi magari se vi va dategli una seconda possibilità e continuate a guardare il resto. In più poi arriva Gilbert Blythe che è un più adorabile dei personaggi adorabili. Datemi la prossima stagione. Ora.




The Crown
Stagioni: 2
Su Netflix: 2

Questa è un'altra che non ho finito, ma sono a buon punto. L'avevo iniziata tantissimo tempo fa ma ho deciso di ricominciarla e sono alla fine della prima stagione. Io alle cose in costume non resisto, lo sapete, e soprattutto se si tratta dei reali inglesi farei carte false.
Un altro problema che ho avuto però sono gli episodi da 55min/1h perché li sento davvero troppo lunghi. Ora mi darete della scema dicendo che sono solo 15 minuti in più di un episodio normale, ma a me sembra sempre troppo. Soprattutto in questo caso in cui il dramma storico non è affatto leggero. Ma si persevera, perché ne vale decisamente la pena.




Call the midwife
Stagioni: 7
Su Netflix: 5

Call the Midwife, che in italiano è andata in onda sulla Rai credo col sottotitolo di L'amore e la vita, è una serie lunghissima, della BBC, che parla di un gruppo di ostetriche che operano nell'East End di Londra negli anni '50. La volevo vedere da una vita, ma sempre con la paura dei tagli traumatici della Rai (come quelli che avevano fatto a Downton Abbey, altro mio grande amore) non mi sono mai fidata. Sono ancora ai primi episodi ma mi sta piacendo davvero. Probabilmente la abbandonerò fino a quando non rinnoverò l'abbonamento, ma sicuramente rimarrà nella mia lista.


lunedì 23 aprile 2018

Recensione: Il tempo dei maghi, di Cressida Cowell

Titolo: Il tempo dei maghi
Autore: Cressida Cowell
Pagine: 400
Prezzo: 17,50€
Casa Editrice: Rizzoli

Trama: Xar è un giovane Mago senza Magia, e farebbe di tutto per ottenerla. Desideria è una ragazza Guerriero che possiede un oggetto magico, e farebbe di tutto per nasconderlo. Appartengono a tribù nemiche, ma devono per forza unirsi se vogliono entrare nelle segrete della Regina Sychorax. Dove qualcuno che ha dormito centinaia di anni comincia a svegliarsi…

Voto: 3.5/5

Allora, la trama del Tempo dei Maghi è piuttosto semplice: Xar, mago senza magia e Desideria, principessa Guerriera in possesso di un oggetto magico, appartengono a due popoli nemici e quando si incontrano di sicuro non è tutto rosa e fiori. Dovranno però unire le forze e imparare a conoscersi perché qualcosa di oscuro si sta risvegliando nel cuore della foresta, e potrebbe aver a che fare con delle strehge...

Io non sono una grande lettrice di libri per ragazzi, mi pare che questo sia dagli 8 anni in su, quindi non ho molto a cui paragonarlo, ma posso dirvi che comunque il libro mi è piaciuto. Sia per la storia, perché comunque il fantasy è un genere che apprezzo, sia per i personaggi che la popolano, uno più singolare dell'altro.

Menzione d'onore alla forma fisica del libro, che è fondamentalmente un gioiellino da collezione. Le illustrazioni interne sono bellissime, e soprattutto non sono destinate solo agli angolini delle pagine (come a volte succede) ma ne sono a volte i protagonisti. Pensando a qualcosa di simile mi vengono in mente gli Harry Potter illustrati, sebbene questi siano a colori e lo stile delle illustrazioni molto diverso. Ma ancora, non ho molto a cui rifarmi per descrivervelo.

In più, e io l'ho scoperto proprio per caso, Cressida Cowell è l'autrice di How to train your dragon, il libro da cui hanno tratto il cartone animato Dragon Trainer, e chi non AMA Sdentato? Bisogna sicuramente dare un'opportunità alla sua autrice.

Goodreads segna in uscita a Settembre 2018 un seguito, ancora senza titolo, alla serie di The Wizards of Once - titolo originale -, quindi non ci resta che aspettare per sapere qualche notizia in più, anche sulla eventuale pubblicazione italiana.

lunedì 16 aprile 2018

Recensione: L'amore è un attimo, di Jessica Park

Titolo: L'amore è un attimo
Autore: Jessica Park
Pagine: 336
Prezzo: 17,90€
Casa Editrice: Sperling&Kupfer

Trama:
Adottata all'età di sedici anni, dopo una vita trascorsa a rimbalzare da una famiglia all'altra, Allison sa bene che è meglio non fare troppo affidamento sugli altri. Per questo tiene tutti a distanza. Ma, nonostante gli sforzi, ora, al suo terzo anno di università, riuscire a isolarsi è una vera e propria sfida, persino per lei. Nemmeno nascondersi dietro le sue amate cuffie sembra funzionare. E così, un pomeriggio, Allison viene suo malgrado trascinata in una specie di bizzarro esperimento sociale: improvvisamente, si ritrova seduta di fronte a una folla di spettatori, costretta a interagire con un perfetto sconosciuto per tre minuti. Tre semplici, e apparentemente innocui, minuti che la trascineranno in un vortice. Né lei né Esben Baylor, infatti, sono preparati alle conseguenze. Perché proprio quei tre snervanti ed elettrizzanti minuti cambieranno la loro vita per sempre, e per Allison saranno solo l'inizio per capire se per lei è finalmente arrivato il momento di avere fiducia in se stessa, negli altri e, soprattutto, nell'amore. Dopo il successo di Sei in ogni mio respiro e Non ti lascerò cadere, Jessica Park, autrice bestseller del New York Times, torna in libreria con una nuova, romantica e intensa storia d'amore sull'imprevedibilità della vita, che ci ricorda come, a volte, basti davvero un attimo per innamorarsi.

Voto: 3/5

Questo è il primo che ho letto dei libri che ho preso alla fiera di Bologna, e devo dire che mi ha tenuta incollata alle pagine sebbene sia un genere che di solito non leggo. Ebbene sì, la categoria in cui è inserito su Goodreads è quella del New Adult, e lo sapete che io amo invece gli Young Adult come nient'altro al mondo.

Il libro in italiano è L'amore è un attimo, ed è stato pubblicato da Sperling a settembre del 2017.

Ora, la storia ha una trama davvero interessante: un ragazzo famoso su internet, come ne vediamo tanti ultimamente, sta girando un dei suoi video e per caso una ragazza ignara ci finisce in mezzo. Dovranno guardarsi negli occhi per 180 secondi (180 Seconds è il titolo originale) e da qui parte una vicenda che è più una montagna russa che altro, e che davvero non me lo ha fatto mettere giù.

Mi è piaciuta tantissimo l'idea dell'esperimento sociale che li porta insieme, e che fa capire quanto sia in realtà grande il cuore del nostro protagonista maschile, Esben (sorvoliamo sul nome), che usa la sua popolarità per aiutare quante più persone possibile. Viva il bravo ragazzo, che ogni tanto trionfa sul bad boy.
Allison allo stesso tempo ha una storia inusuale: ogni tanto capita di parlare di ragazzi che sono stati adottati, ma non vanno mai d'accordo con i genitori adottivi e soprattutto non avevano l'età di Allison, che è stata finalmente adottata a 16 anni. E' stata una trovata inusuale che mi ha sorpresa, e il padre è davvero una figura dolcissima.

Non mi spingo oltre nella trama perché voglio evitare spoiler, ma voglio parlare brevemente del perché non mi ha convinta del tutto. I cliché. Gli eventi che ritornano sempre. In questo genere di libri c'è sempre qualcuno che ha avuto un passato oscuro, una ragazza che viene violentata, qualcuno che muore, un genitore assente, problemi di soldi... non vi dirò di quale parlo in questo caso specifico, ma quando un dettaglio tragico viene inserito ma aggiunge lo spessore di una suoletta da scarpa al personaggio, evitatevelo e basta. Si cade sempre in questi passaggi e io più che portami la mano al viso in esasperazione non posso fare.

Detto questo, devo dire che tutto sommato lo consiglio. Sono contenta di averlo recuperato in inglese alla Fiera e di averlo letto in una giornata, durante le vacanze di Pasqua.

You can't reach what's in front of you until you let go of what's behind you.

martedì 3 aprile 2018

Perché leggere The Archived e The Unbound, di Victoria Schwab

Tanto tempo fa, in una terra lontana lontana... beh, quasi, Victoria Schwab era una scrittrice alle prime armi e il suo secondo figlio letterario è stato The Archived, primo di una trilogia. Il romanzo parla di questo mondo in cui esiste un Archivio in cui sono contenute le "storie" dei morti, organizzati sugli scaffali nella forma dei corpi in cui hanno vissuto. Ogni tanto, però, capita che alcune di queste Storie riesca a scappare dall'Archivio e quindi ci sia bisogno di Guardiani che le riportino indietro.

Come sempre la trama è intrigante, al confine con l'oscuro, la morte e il macabro da cui Victoria sembra essere molto affascinata (Vicious, City of Ghosts...), e ancora adesso quando prendo in mano il libro mi viene un brividino di paura. Ma, sebbene io non ami le storie del genere, ho adorato l'aspetto spooky e inquietante, che mi faceva girare la pagina per l'ansia di scoprire cosa sarebbe successo e chiudere gli occhi per non vedere allo stesso tempo.

Ho amato il libro. E ho amato il seguito, The Unbound, più di quanto possa dirvi. Non credo che sia il libro della mia vita, ma nel momento in cui l'ho letto mi ha davvero conquistata e anche adesso ripensandoci provo affetto verso quel mondo e quei personaggi. E mi si spezza il cuore a sapere che dal 2014 non ci sono più notizie della pubblicazione del terzo. O meglio: l'autrice ha contratti per serie che hanno venduto di più, che la occuperanno per i prossimi annetti (e capiamola, lei ci si mantiene anche scrivendo questi libri, mica può buttare all'aria i contratti), la casa editrice non ha interesse a pubblicarli e quindi lei sta aspettando che i diritti sul terzo cadano e in più la distanza dalla storia sicuramente non deve essere facile da sostenere, approcciarvisi di nuovo deve essere tosto. Victoria dice però di aver già una trama completa per The Returned, il capitolo conclusivo, che speriamo di vedere comparire su Goodreads prima o poi. Non perderò la speranza.

Oggi vi scrivo proprio perché secondo me bisognerebbe dare una chance a questi libri. Come dicevo non hanno venduto molto, e il fan delle altre serie della Schwab a volte li evitano sapendo che non c'è ancora una data per l'ultimo volume. Ma sbagliano. Sebbene io riconosca la grandezza di un libro come Vicious, di cui tra l'altro quest'anno finalmente avremo il seguito, che io stessa ho amato o di archi narrativi dalla magia complessa come quelli che si trovano nella serie di A darker shade of magic (in italiano: Magic, edito Giunti), vorrei che più persone leggessero questa serie orfana di una conclusione. E comunque, se proprio volete saperlo, grazie alla novella Leave the window open che l'autrice ha pubblicato poco dopo l'uscita del secondo in realtà la storia è semi conclusa, per lo meno non ci sono enormi cliffhanger.

Lo dovreste leggere perché lo stile della Schwab è sempre meraviglioso, ma è meno costruito rispetto a quello che si legge in A darker shade of magic. Sarà il tema, meno fantasy e più contemporaneo, o sarà solamente il fatto che è stato uno dei suoi primi romanzi ma anche per i lettori che faticano di più con l'inglese sarà sicuramente più facile da seguire.
Si tratta di una storia tutta diversa: tante emozioni entrano in gioco quando si parla delle memorie dei morti, soprattutto se per caso capita di incontrare qualcuno che si conosceva.
Il protagonista maschile è una vera chicca, ve lo dico io. Ha un nome che tiene nascosto, a volte porta l'eyeliner e a volte porta l'uniforme della scuola... non sai mai cosa aspettarti da lui. Se non qualche battuta tendente al flirt.
Entrambi i volumi non superano le 360 pagine e si leggono talmente in fretta che non vi sembrerà neanche vero.
Se ancora non vi ho convinti non so come altro fare, quindi spero che gli darete una possibilità. Se doveste leggerli, fatemi sapere cosa ne pensate, e se invece non ne avete intenzione... almeno pregate per me/con me che prima o poi arrivi il terzo volume.


News: 
Dopo aver scritto questo articolo/supplica ho dato un'ultima occhiata in giro e mi è saltato fuori questo. Si tratta di un volume contente i due romanzi e la novella, in pubblicazione ad agosto 2018.
Che sia un buon segno? Un modo per riportare all'attenzione la serie prima del volume conclusivo? Oppure una chiusura definitiva?
Victoria non ha parlato del terzo volume su Twitter e quando le hanno chiesto se era nelle "cose segrete" del 2018 ha risposto di no. Ma magari nel 2019?


giovedì 29 marzo 2018

Novità! Un altro giorno ancora, di Bianca Marconero

Voi lo sapete che fondamentalmente io mi esalto per sole due autrici italiane: Virginia de Winter e Bianca Marconero. Quindi potevo mai non farvi sapere di questa uscita?

Titolo: Un altro giorno ancora
Autore: Bianca Marconero
Pagine: 416
Prezzo: 9,90€
Casa Editrice: Newton Compton
DATA DI USCITA: 19 aprile 2018
Trama:
Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.

Cosa ne pensate? Io non vedo l'ora di leggerlo!

lunedì 19 marzo 2018

How to: Iniziare un Bullet Journal

Continuate a sentirne parlare in giro ma non avete ancora capito bene di cosa si tratta? 
Volete capire se fa per voi? 
Allora spero di potervi dare qualche spiegazione in merito!

Il Bullet Journal mi ha cambiato la vita.
Per anni, secoli e millenni ho sempre pensato che l'agenda organizzata e a colori pastello in stile Ashley Olsen in Una pazza giornata a New York. E invece, oggi, non so come farei a girare con qualcosa di più spesso del mio Bullet.

Che cos'è?
Semplice: un diario, un'agenda, un blocco per appunti, un blocco per disegni, una to do list. Tutto racchiuso in un delizioso quaderno colorato.
QUI trovate il meraviglioso, e semplicissimo, sito dedicato al BJ in cui il suo creatore vi spiega tutto passo per passo. 

Cosa mi piace tanto del metodo Bullet Journal?
Sicuramente diverse cose. Mi piace che sia personalizzabile al massimo, ovvero che possa essere semplicissimo e senza fronzoli oppure decorato in ogni minimo angolino e pieno di colori. Funziona sia per chi ha poco tempo e non ama lavorarci ma ha essenzialmente bisogno di un posto dove appuntare impegni vari, sia per chi ha voglia di dare sfogo ad una vena creativa che non sa come incanalare altrimenti. Con il Bullet ho imparato, ad esempio, ad utilizzare le penne calligrafiche e le brush pen mentre prima la mia calligrafia faceva davvero pena (e devo decisamente migliorare ancora).
Tracker di Marzo
Ma la personalizzazione non si basa solo sulla decorazione! Si tratta anche del contenuto del BuJo - come viene anche chiamato. In pratica voi potete decidere se avere una visione mensile, settimanale o entrambe. Potete inserire degli schemi per migliorarvi, come il Level 10 Life, oppure uno schema per tenere traccia - quindi un tracker - delle abitudini mensili che possono essere utili da vedere a fine mese. 
Mi piace anche che sia sostanzialmente un metodo immediato: piccoli simboli ti fanno subito capire se si tratta di un evento, di qualcosa da fare e se è stato fatto, rimandato o annullato. Insomma, non ci si può sbagliare. 

La scelta del quaderno
Il Re indiscusso dei Bullet Jurnal è il Leuchtturm 1917, specialmente quello puntinato. So che alcuni potrebbero essere scettici nei confronti dei puntini, come lo ero io, ma dopo mesi a lavorare su una Moleskine a righe nel 2017 (che comunque amo alla follia) ho finalmente comprato il Leuchtturm puntinato per il 2018 e mi ci trovo benissimo. 
Detto questo, va bene realmente un quaderno qualsiasi: bianco, a righe, a quadretti o puntinato, basta che vi ci troviate bene voi. Potete benissimo fare delle prove e vedere come vi trovate meglio, oppure buttarvi su quello che vi ispira e imparare con il tempo.

Come si usa
Al di là dei vari fronzoli che ci potete aggiungere (e che a me piacciono tanto) l'idea di base è che sotto ogni giorno (potete scegliere di creare giorno per giorno, io preferisco crearmi tutto il mese o almeno la settimana) voi scriviate quello che vi serve. Ci sono vari simboli che è convenzione usare, ma potete modificarli, evitarli, usarne solo alcuni o inventarli voi.

 Il pallino serve a indicare ogni cosa da fare (o task), che poi viene modificato in:
x La x significa che quella cosa è stata fatta
> La freccina in avanti che è stata rimandata ad un altro giorno
< La freccina indietro significa che avete dovuto programmare un evento (es. cena il mese prossimo con tizio)
o La o indica un evento (compleanni, viaggi, programmi vari)
- Il trattino indica le note

In aggiunta:
* L'asterisco significa che una certa cosa ha la priorità
! Il punto esclamativo segna un'idea particolarmente brillante, qualcosa che da ispirazione
° Un piccolo occhio dovrebbe essere usato quando la task richiede ulteriori ricerche (ma chi l'ha mai usato?!)

Quattro consigli

  • Non abbiate paura di sbagliare
Ho visto mille post sul gruppo di Facebook dedicato al BJ di persone che dicevano di aver paura ad iniziare per rovinare il quaderno. Beh, ma solo sbagliando si può imparare e soprattutto capire cosa ci piace o meno. Trial and error, gente. Trial and error.
  • Sperimentate
Non sempre le cose che riguardano il Bj sono complicate come sempre e magari facendo qualche tentativo potreste trovare il metodo che fa per voi, l'impaginazione perfetta, i colori che amate di più insieme... insomma, se voi guardaste tutto il mio quaderno vi verrebbero i brividi per tutte le volte che ho cambiato setting! Ora ne ho due che mi piacciono in particolare e li alterno. 
  • A volte il BuJo sarà più vuoto e a volte più pieno, non demoralizzatevi
Quello di cui avevo più paura era l'idea di essere incostante, che è sempre stato uno dei miei grandi difetti. E in effetti avevo scommesso con me stessa che non avrei raggiunto i sei mesi di Bullet Journal, e invece eccomi qui! E' ovvio: ci sono stati periodi in cui lo aggiornavo più volte al giorni e settimane in cui scrivevo una volta sola e lo usavo solo per ricordami cose che avevo già prefissato (appuntamenti, cose da fare...). Ma non per questo ho smesso di creare il set up mensile ogni volta che il mese precedente era agli sgoccioli. Evviva!
  • Prendete ispirazione dagli altri
Ho letto anche di qualcuno che sosteneva che il Bj dovesse essere diverso per ogni persona, di altri che si sentivano in colpa ad aver preso quel o quell'altro dettaglio dalla foto di qualcuno che neanche conoscevano. Ma insomma! Altrimenti a cosa serve condividere le foto del proprio bullet? Se c'è un particolare che vi piace, o intere pagine, ricreatele al meglio che potete e poi pian piano riuscirete a fare le vostre aggiunte. "Copiare" è normalissimo, soprattutto all'inizio.

C'è qualcosa che vi interessa in particolare? 
Avete qualche domanda? 
Usate già questo metodo?

mercoledì 7 marzo 2018

Recensione: La principessa si salva da sola, di Amanda Lovelace

Titolo: La principessa si salva da sola
Autore: Amanda Lovelace
Pagine: 195
Prezzo: 15,00 €
Casa Editrice: Sperling & Kupfer

Trama: Una giovane donna mette nero su bianco frammenti della sua anima: parole che ripercorrono le tappe di un percorso di crescita, accettazione e scoperta - di sé, del proprio valore e della propria forza. Un viaggio in versi attraverso l'esperienza dell'amore e del dolore, della perdita e della rinascita. Si ricorda bambina, quando credeva nelle favole e aspettava un principe che arrivasse a salvarla. Si rivede prigioniera in una torre inespugnabile, vittima di sguardi, giudizi e false promesse, intrappolata in un corpo che lei stessa non aveva ancora imparato ad amare, fragile custode di un cuore di cristallo. Fino a quando, costretta dal destino ad attraversare il fuoco, capisce di non esserne stata annientata, di poter rimettere insieme tutti i pezzi, uno dopo l'altro, parola dopo parola. Scoprendo proprio in quelle parole, che sempre le hanno dato conforto, l'arma più potente per difendersi e salvarsi da sé, unica regina della propria vita. Amanda Lovelace ci accompagna in un viaggio catartico, un esempio di resilienza, un messaggio per tutte le donne: se vuoi ribaltare gli stereotipi e sfuggire ai ruoli che gli altri intendono cucirti addosso, scrivi da sola la tua storia.

Voto: 3/5

Devo dire che ero davvero curiosa di questo libro. Lo avevo in wishlist in inglese da almeno un anno su Amazon, e mi incuriosiva ancora di più della tanto discussa raccolta Milk & Honey di Rupi Kaur, perché già dal titolo si capiva che l'evoluzione della protagonista/autrice sarebbe stata molto interessante.

Io però devo premettere che sono una studentessa di letteratura. Che amo la poesia del 1800. Che non credo che una poesia sia semplicemente l'andare a capo lasciando un verso in enjambement. Mi piace poter analizzare una poesia e cercarne un significato più nascosto.

al bambino sopravvissuto.
perché è grazie a te se oggi sono
la ragazza sopravvissuta.
tu forse avevi
solo una saetta
per dimostrarlo,
ma il mio corpo è 
una tempesta di fulmini.
ϟ

Detto questo ammetto che la raccolta della Lovelace non mi è dispiaciuta, più che altro per la sfumatura personale che ha tutta la sua narrazione. E' come se riversasse tutto il suo cuore, la sua sofferenza e le sue emozioni fortemente contrastanti su una pagina. Questa poesia da instagram non è poesia, ma è sicuramente sentimento.

Affrontiamo con lei perdite, sofferenze, maltrattamenti, ma anche rinascita, amore e scoperta di se stessa. In più una parte finale, distaccata dalla sua storia personale, volta ad ispirare le donne in ogni campo e sfaccettatura.

Se volete leggere della vita di una ragazza che non si salva del tutto da sola, ma come le persone umane ha bisogno di aiuto. Se volete una lettura super veloce, lunga quanto il Pilot di Una mamma per amica (credetemi, perché l'ho letto mentre il telefilm faceva da sottofondo). Se volete sperimentare con questo genere di scrittura che magari vi intriga, provateci.
Se invece pensate che non possa soddisfarvi, sfogliatelo in libreria prima di comprarlo e vedete se vi suscita qualcosa.

«cosa farai 
con la tua laurea 
in inglese?»

[...]

«non lo so.»

- & non saperlo va benissimo.

venerdì 23 febbraio 2018

Recensione: Nowhere Girls, di Amy Reed

Titolo: Nowhere girls
Autore: Amy Reed
Pagine: 368
Prezzo: 17,00 €
Casa Editrice: Piemme

Trama: 
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls.


Voto: 4/5

Siamo tutti consapevoli della cultura dello stupro, che oggigiorno è più diffusa che mai. Tante ragazze, e magari ragazzi, sanno cosa vuol dire essere guardate in una certa maniera, essere sfiorate un po' troppo spesso, per non dire di peggio. E fondamentalmente è questo ciò di cui parla il libro. Di questo e di tre ragazze che hanno preso una decisione che ne coinvolgerà molte altre, persone che magari neanche conoscono.

Silenzio non significa "sì".

Il romanzo si inserisce in questo momento delicato dove le denunce per sexual harassment e violenza non smettono mai di arrivare e movimenti come #MeToo e TimesUp sono conosciuti da tutti. Ma qui si parla di scala globale, mentre nel nostro romanzo siamo in una piccola cittadina, chiusa, bigotta, che si preoccupa più della reputazione che di qualsiasi altra cosa.

Le cose che mi sono piaciute di più sono la delicatezza con cui il tema è stato trattato, senza però mai sminuirlo. I momenti di leggerezza non servono ad alleggerire il romanzo quanto a renderlo vero, perché nella vita di tutti i giorni c'è sia buio che luce, no?

E poi la diversità nei personaggi. Se avessero scritto un romanzo del genere includendo solo ricche ragazze bianche sarebbe decisamente irrealistico, perché ricordiamoci che la popolazione americana è decisamente multietnica, e forse anche un po' offensivo. Detto questo nel romanzo invece ci sono ragazze, e ragazzi, di diverse le etnie (ispanici e persone di colore, per esempio), di diverso orientamento sessuale e anche di diversa religione o atei. E soprattutto si parla anche di malattia, fisica e mentale, perché ricordiamoci che anche questo è un grande argomento di cui non si parla abbastanza. Un bel melting pot di situazioni e persone diverse, con background diversi che però si accorgono dell'importanza di fare qualcosa quando la situazione davanti a loro si presenta così disastrosa.
Ognuna di queste ragazze ha la possibilità di farvi leggere il suo punto di vista, con dei capitoli dedicati ad ognuna di loro, e poi abbiamo dei capitoli collettivi, con le voci di tante persone, alcune che neanche vengono nominate per dare un quadro più ampio della situazione, per non escludere davvero nessuno.

Questo libro è stato in grado di disgustarmi, nei momenti in cui le parole di certi personaggi andavano a briglia sciolta, senza farsi troppi problemi ad insultare, a spaventare e a prendersi libertà che non avevano nei confronti di altre ragazze. Allo stesso tempo però mi ha dato tanta speranza, perché le cose possono migliorare se siamo uniti (sì, essere femministe non significa tagliare fuori dal mondo gli uomini) e ci sosteniamo a vicenda come fanno le Nowhere girls.

Quando non sei nessuno, non hai nulla da perdere

E pensateci: lo so che è fiction, ma la Nowhere girls sono proprio queste, ragazze che vengono da Nowhere, cioè che vengono da un buco di paese che non conosce nessuno, ma allo stesso tempo sono ovunque, come avrete modo di leggere, perché questi fatti accadono ovunque e ci sono altri ragazze e ragazzi che la pensano esattamente così, e cioè che tutto questo deve finire. E sono ragazze che pensano di non essere nessuno, che pensano di non valere niente, che non andranno mai da nessuna parte, e invece creano qualcosa che nessuno prima era riuscito a fare. Ognuna ha qualcosa con cui contribuire, non dimenticatelo.

Se avete voglia di una lettura che prima vi farà sentire estremamente giù, ma che man mano che vi avvicinate alla fine vi darà speranza; se volete leggere qualcosa con personaggi di cui in genere non si legge; se siete anche solo curiosi provate a leggere questo libro. Spero che non ve ne pentirete.

Perché le ragazze sono inarrestabili
Sono un esercito
Sono un corpo unico
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