lunedì 16 aprile 2018

Recensione: L'amore è un attimo, di Jessica Park

Titolo: L'amore è un attimo
Autore: Jessica Park
Pagine: 336
Prezzo: 17,90€
Casa Editrice: Sperling&Kupfer

Trama:
Adottata all'età di sedici anni, dopo una vita trascorsa a rimbalzare da una famiglia all'altra, Allison sa bene che è meglio non fare troppo affidamento sugli altri. Per questo tiene tutti a distanza. Ma, nonostante gli sforzi, ora, al suo terzo anno di università, riuscire a isolarsi è una vera e propria sfida, persino per lei. Nemmeno nascondersi dietro le sue amate cuffie sembra funzionare. E così, un pomeriggio, Allison viene suo malgrado trascinata in una specie di bizzarro esperimento sociale: improvvisamente, si ritrova seduta di fronte a una folla di spettatori, costretta a interagire con un perfetto sconosciuto per tre minuti. Tre semplici, e apparentemente innocui, minuti che la trascineranno in un vortice. Né lei né Esben Baylor, infatti, sono preparati alle conseguenze. Perché proprio quei tre snervanti ed elettrizzanti minuti cambieranno la loro vita per sempre, e per Allison saranno solo l'inizio per capire se per lei è finalmente arrivato il momento di avere fiducia in se stessa, negli altri e, soprattutto, nell'amore. Dopo il successo di Sei in ogni mio respiro e Non ti lascerò cadere, Jessica Park, autrice bestseller del New York Times, torna in libreria con una nuova, romantica e intensa storia d'amore sull'imprevedibilità della vita, che ci ricorda come, a volte, basti davvero un attimo per innamorarsi.

Voto: 3/5

Questo è il primo che ho letto dei libri che ho preso alla fiera di Bologna, e devo dire che mi ha tenuta incollata alle pagine sebbene sia un genere che di solito non leggo. Ebbene sì, la categoria in cui è inserito su Goodreads è quella del New Adult, e lo sapete che io amo invece gli Young Adult come nient'altro al mondo.

Il libro in italiano è L'amore è un attimo, ed è stato pubblicato da Sperling a settembre del 2017.

Ora, la storia ha una trama davvero interessante: un ragazzo famoso su internet, come ne vediamo tanti ultimamente, sta girando un dei suoi video e per caso una ragazza ignara ci finisce in mezzo. Dovranno guardarsi negli occhi per 180 secondi (180 Seconds è il titolo originale) e da qui parte una vicenda che è più una montagna russa che altro, e che davvero non me lo ha fatto mettere giù.

Mi è piaciuta tantissimo l'idea dell'esperimento sociale che li porta insieme, e che fa capire quanto sia in realtà grande il cuore del nostro protagonista maschile, Esben (sorvoliamo sul nome), che usa la sua popolarità per aiutare quante più persone possibile. Viva il bravo ragazzo, che ogni tanto trionfa sul bad boy.
Allison allo stesso tempo ha una storia inusuale: ogni tanto capita di parlare di ragazzi che sono stati adottati, ma non vanno mai d'accordo con i genitori adottivi e soprattutto non avevano l'età di Allison, che è stata finalmente adottata a 16 anni. E' stata una trovata inusuale che mi ha sorpresa, e il padre è davvero una figura dolcissima.

Non mi spingo oltre nella trama perché voglio evitare spoiler, ma voglio parlare brevemente del perché non mi ha convinta del tutto. I cliché. Gli eventi che ritornano sempre. In questo genere di libri c'è sempre qualcuno che ha avuto un passato oscuro, una ragazza che viene violentata, qualcuno che muore, un genitore assente, problemi di soldi... non vi dirò di quale parlo in questo caso specifico, ma quando un dettaglio tragico viene inserito ma aggiunge lo spessore di una suoletta da scarpa al personaggio, evitatevelo e basta. Si cade sempre in questi passaggi e io più che portami la mano al viso in esasperazione non posso fare.

Detto questo, devo dire che tutto sommato lo consiglio. Sono contenta di averlo recuperato in inglese alla Fiera e di averlo letto in una giornata, durante le vacanze di Pasqua.

You can't reach what's in front of you until you let go of what's behind you.

martedì 3 aprile 2018

Perché leggere The Archived e The Unbound, di Victoria Schwab

Tanto tempo fa, in una terra lontana lontana... beh, quasi, Victoria Schwab era una scrittrice alle prime armi e il suo secondo figlio letterario è stato The Archived, primo di una trilogia. Il romanzo parla di questo mondo in cui esiste un Archivio in cui sono contenute le "storie" dei morti, organizzati sugli scaffali nella forma dei corpi in cui hanno vissuto. Ogni tanto, però, capita che alcune di queste Storie riesca a scappare dall'Archivio e quindi ci sia bisogno di Guardiani che le riportino indietro.

Come sempre la trama è intrigante, al confine con l'oscuro, la morte e il macabro da cui Victoria sembra essere molto affascinata (Vicious, City of Ghosts...), e ancora adesso quando prendo in mano il libro mi viene un brividino di paura. Ma, sebbene io non ami le storie del genere, ho adorato l'aspetto spooky e inquietante, che mi faceva girare la pagina per l'ansia di scoprire cosa sarebbe successo e chiudere gli occhi per non vedere allo stesso tempo.

Ho amato il libro. E ho amato il seguito, The Unbound, più di quanto possa dirvi. Non credo che sia il libro della mia vita, ma nel momento in cui l'ho letto mi ha davvero conquistata e anche adesso ripensandoci provo affetto verso quel mondo e quei personaggi. E mi si spezza il cuore a sapere che dal 2014 non ci sono più notizie della pubblicazione del terzo. O meglio: l'autrice ha contratti per serie che hanno venduto di più, che la occuperanno per i prossimi annetti (e capiamola, lei ci si mantiene anche scrivendo questi libri, mica può buttare all'aria i contratti), la casa editrice non ha interesse a pubblicarli e quindi lei sta aspettando che i diritti sul terzo cadano e in più la distanza dalla storia sicuramente non deve essere facile da sostenere, approcciarvisi di nuovo deve essere tosto. Victoria dice però di aver già una trama completa per The Returned, il capitolo conclusivo, che speriamo di vedere comparire su Goodreads prima o poi. Non perderò la speranza.

Oggi vi scrivo proprio perché secondo me bisognerebbe dare una chance a questi libri. Come dicevo non hanno venduto molto, e il fan delle altre serie della Schwab a volte li evitano sapendo che non c'è ancora una data per l'ultimo volume. Ma sbagliano. Sebbene io riconosca la grandezza di un libro come Vicious, di cui tra l'altro quest'anno finalmente avremo il seguito, che io stessa ho amato o di archi narrativi dalla magia complessa come quelli che si trovano nella serie di A darker shade of magic (in italiano: Magic, edito Giunti), vorrei che più persone leggessero questa serie orfana di una conclusione. E comunque, se proprio volete saperlo, grazie alla novella Leave the window open che l'autrice ha pubblicato poco dopo l'uscita del secondo in realtà la storia è semi conclusa, per lo meno non ci sono enormi cliffhanger.

Lo dovreste leggere perché lo stile della Schwab è sempre meraviglioso, ma è meno costruito rispetto a quello che si legge in A darker shade of magic. Sarà il tema, meno fantasy e più contemporaneo, o sarà solamente il fatto che è stato uno dei suoi primi romanzi ma anche per i lettori che faticano di più con l'inglese sarà sicuramente più facile da seguire.
Si tratta di una storia tutta diversa: tante emozioni entrano in gioco quando si parla delle memorie dei morti, soprattutto se per caso capita di incontrare qualcuno che si conosceva.
Il protagonista maschile è una vera chicca, ve lo dico io. Ha un nome che tiene nascosto, a volte porta l'eyeliner e a volte porta l'uniforme della scuola... non sai mai cosa aspettarti da lui. Se non qualche battuta tendente al flirt.
Entrambi i volumi non superano le 360 pagine e si leggono talmente in fretta che non vi sembrerà neanche vero.
Se ancora non vi ho convinti non so come altro fare, quindi spero che gli darete una possibilità. Se doveste leggerli, fatemi sapere cosa ne pensate, e se invece non ne avete intenzione... almeno pregate per me/con me che prima o poi arrivi il terzo volume.


News: 
Dopo aver scritto questo articolo/supplica ho dato un'ultima occhiata in giro e mi è saltato fuori questo. Si tratta di un volume contente i due romanzi e la novella, in pubblicazione ad agosto 2018.
Che sia un buon segno? Un modo per riportare all'attenzione la serie prima del volume conclusivo? Oppure una chiusura definitiva?
Victoria non ha parlato del terzo volume su Twitter e quando le hanno chiesto se era nelle "cose segrete" del 2018 ha risposto di no. Ma magari nel 2019?


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