mercoledì 16 gennaio 2019

50 cose in 365 giorni #2 - Risultati 2018


Ero convintissima di non fare il recap perché in realtà dopo gennaio 2018 non ho più guardato la lista e ad essere sincera non sapevo neanche cosa ci fosse scritto! Alla fine ho deciso di dare un'occhiata giusto per vedere se qualcosa l'avevo completato comunque senza rendermene conto... Vediamo insieme?


  1. Finire tre serie di romanzi - Six of Crows, Shades of Magic, The Dark Artifices, Pivot Point, Hundred Oaks series...
  2. Scrivere la tesi della triennale  - E mi sono anche laureata :P
  3. Andare a mangiare in un ristorante stellato 
  4. Non comprare Funko Pop  
  5. Continuare col Bullet Journal - Fallito miseramente quest'anno...
  6. Incontrare tre autori - Ho incontrato solo André Aciman
  7. Leggere nuovi autori - Holly Black, Kerri Maniscalco, e probabilmente qualcun altro che non ricordo
  8. Scrivere
  9. Andare al cinema da sola
  10. Fare un regalo senza motivo
  11. Mettere via 3€ per ogni obbiettivo completato, e 5€ per ognuno non completato
  12. Risparmire - Non ho messo via i soldi in base agli obbiettivi perché ho ignorato la lista, ma ho comunque risparmiato
  13. Decidere il corso della magistrale
  14. Smettere di stressarmi - Non succederà mai
  15. Perdere peso
  16. Usare spazzolini biodegradabili 
  17. Andare alla fiera di Bologna 
  18. Fare un viaggio
  19. Leggere un libro e vederne l'adattamento cinematografico - Love, Simon
  20. Essere più positiva
  21. Portare la nonna al cinema 
  22. Andare a Gardaland
  23. Guardare Nashville - recuperata e finita!
  24. Leggere 5 classici - Le opere teatrali di Checov, Il maestro e Margherita, Cuore di Tenebra, Primo Amore, Memorie dal sottosuolo, Anna Karenina
  25. Andare al mare
  26. Rimanere in pari con il corso di russo - Yes!
  27. Non procrastinare
  28. Riprendere il blog - So che sono stata molto assente ma mi piacerebbe riprendere a postare anche qui!
  29. Organizzare una read-a-thon - ci seguite su instagram? @bibliophilereadathon
  30. Tenere in ordine la libreria
  31. Finire la mia collezione di Harry Potter con la costa che forma il castello - Mancano i volumi 5 e 6
  32. Tornare in pari coi libri di Riordan
  33. Stampare le foto degli ultimi anni
  34. Incontrare laSvamps
  35. Leggere i libri preferiti di tre persone - MAU: Il mio cuore e altri buchi neri, Ile: Hunted, Veronica: The strange and beautiful sorrow of Ava Lavender -  AHHHH! Quasi! Ne ho letti 2/3
  36. Passare un giorno con Mary e Laura
  37. Scoprire un nuovo musical - Sono andata a vedere Wicked che ha un po' predominato quest'anno, e poi Sweeny Todd
  38. Finire una serie manga o un fumetto
  39. Mangiare il gelato alla Sacher - Nessuno mi ha portataaaaa
  40. Fare il famoso decluttering che rimando sempre - È stato tra fine 2018 e inizio 2019 ma contiamolo comunque
  41. Non comprare cose inutili
  42. Portare avanti il quaderno in cui inserisco tutte le mie citazioni preferite
  43. Fare un Project 10 Books
  44. Organizzare tre serate cinema con le mie cugine - Anche di più!
  45. Comprare una Subscription Box - La FairyLoot *_*
  46. Mangiare più frutta e verdura
  47. Vedere la MAU 5 volte
  48. Usare Netflix per la prima volta
  49. Non comprare più di 3 libri al mese - Sono abbastanza convinta di non aver comprato così tanti libri quest'anno, quindi me la do buona anche se non ho contato ogni mese
  50. Dare via 10 libri 

26/50! Contando che ho completamento snobbato la lista direi che non è male. E voi, come sono andati i vostri obbiettivi del 2018? Ne avete altri per il 2019?

martedì 15 gennaio 2019

Questo Canto Selvaggio/Questo nostro oscuro duetto, di V. E. Schwab | Duologia Monsters of Verity

Eccovi, senza spoiler, la recensione della duologia. Non aveva senso farle separate e ripetere le stesse identiche cose, quindi...


Titolo: Questo canto selvaggio / Questo nostro oscuro duetto
Autore: V. E. Schwab
ATTENZIONE: Il primo è già uscito in Italia per Giunti, il secondo verrà pubblicato prossimamente

Trama:
Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d'ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un'ingenua...

Voto: 4/5

Che cos'ho letto come ultima e prima lettura dell'anno? Rispettivamente This Savage Song e Our Dark Duet della Schwab, e come ogni volta non ne sono rimasta affatto delusa.

Dopo Vicious e la serie The Archived ero sicura che la Schwab quando scrive di mostri, o di gente che lo sembra proprio, è quella che preferisco. Non prendetela a male, ho amato la sua serie fantasy (in Italia intitolata Magic) anche se a tratti un po' noiosa per i miei gusti (tranne tu, A gathering of shadows, o Legend, chiamatelo come volete... tu sei perfetto). È proprio però quando l'autrice si confronta con i mostri che abbiamo dentro che la trovo davvero impareggiabile. Sono una fan, ormai non si nega.

Questo Canto Selvaggio inizia come Romeo e Giulietta: gli eredi di due fazioni opposte, per un motivo o per l'altro, si incontrano. Il resto però è piuttosto diverso. Kate ha passato tutta la vita a cercare di tornare dal padre con l'idea che questo avrebbe cambiato tutto, ma si sbagliava. August ha passato tutta la vita a cercare di sentirsi umano, anche se in realtà è uno dei mostri che infestano Verity, o V-City per gli amici. Come resistere a questa premessa?

Ora, non lasciatevi ingannare dal mio paragonarli a Romeo e Giulietta. Se cercate una storia d'amore non la troverete facilmente in alcuni libri della Schwab. The Archived, sì. Vicious, no. Magic, sì. Questo Canto Selvaggio, n... ni, ecco. Non mi ci focalizzerei.

Il mondo creato dall'autrice è così vasto e interessante che ci si potrebbe perdere al suo interno. Non per altro ci sono rumor che, con un focus su personaggi differenti, ci potrebbe anche ritornare. Ad ogni modo questo mondo distrutto da mostri di vario genere tira davvero fuori il meglio e il peggio dei personaggi che ci vivono, come tutte le situazioni di pericolo.

I mostri, che infondo sono semplicemente creati da azioni malvagie dei personaggi stessi, sono una chiara metafora sull'affrontare i propri demoni, così vicino a noi da somigliarci. Insomma, la Schwab ci da una lezione di vita mascherata da Sunai, Malchai e Corsai.

L'unico mio rimpianto è che avrei voluto vedere qualche pagina in più dedicata alla parte iniziale del libro. August e Kate si conoscono a scuola e spesso nel secondo volume pensano ai "vecchi tempi", quando in realtà in quella bolla di sicurezza data da South City hanno trascorso solo qualche giorno, un paio di settimane al più, per quanto ricordo io.

Insomma, quasi tutte cose positive. Spero davvero che la Schwab decida, prima o poi, di ritornare in questo mondo tremendo e di darci notizie dei personaggi rimasti lì, anche se magari non saranno i protagonisti.


“It hurts,” he whispered. 
“What does?” asked Kate. 
“Being. Not being. Giving in. Holding out. No matter what I do, it hurts.” Kate tipped her head back against the tub. “That’s life, August,” she said. “You wanted to feel alive, right? It doesn’t matter if you’re monster or human. Living hurts.” 

lunedì 31 dicembre 2018

Buon 2019!

Buongiorno dame e cavalieri <3
Non so se c'è ancora qualcuno qui con me a leggermi, so che è tanto che non aggiorno il blog, ma non potevo non passare per farvi un salutino e concludere l'anno.
Dal mio ultimo post, uno dei pochissimi pubblicati quest'anno causa ultimi esami, studio matto e disperato e scrittura della tesi, è passato parecchio. Nel frattempo ho deciso di continuare con la magistrale a Venezia, sono stata a Londra per l'ennesimo volta, mi sono laureata il 18 dicembre e nel mezzo ho scritto la tesi che volevo sull'argomento che volevo: il mio poeta preferito, Keats.

Diciamo che tra gli alti e i bassi il 2018 come anno non mi è affatto dispiaciuto, ho raggiunto alcuni obbiettivi mentre altri non li ho visti neanche da lontano... e non ho completato la challenge di Goodreads! L'avevo programmata a 60 libri ma ahimè me ne mancano almeno 5 per finirla e, essendo le 11:35 nel momento in cui vi scrivo, dubito sarà possibile.
Voi invece, ci siete riusciti? O avete finalmente tolto dalla lista qualche obbiettivo che non riuscivate a raggiungere da anni?

Spero abbiate passato delle belle feste con le persone che piacciono a voi, e spero che anche questo ultimo giorno dell'anno vada come volete.

Per conto mio, mi auguro di riuscire a mettere mano al blog in questo mesetto che ho prima di Venezia e poi di continuarlo anche durante il periodo delle lezioni, ma non voglio assicurare niente. Nei primi giorni dell'anno sicuramente vorrei lasciarvi un post con qualche pensiero sulle mie letture e, se vorrete parlarmene, mi piacerebbe leggere le vostre.

Buon anno nuovo, ci vediamo di là ;)

venerdì 9 novembre 2018

Recensione: What if it's us, di Adam Silvera e Becky Albertalli

Titolo: What if it's us
Autore: Becky Albertalli e Adam Silvera
Pagine: 368
Prezzo: 12$
Casa Editrice: Harper Collins

Trama: [Tradotta da me] 
ARTHUR è a New York solo per quest'estate, ma se Broadway gli ha insegnato qualcosa, è che l'universo può farti vivere una storia amore incredibile quando meno te l'aspetti.
BEN pensa che l'universo si debba fare i fatti suoi. Se l'universo fosse stato dalla sua parte, non starebbe andando alla posta con una scatola piena di cose del suo ex.
Ma quando Arthur e Ben si incontrano all'ufficio postale, cos'avrà in serbo per loro l'universo?
Magari niente. In fondo vengono separati.
Magari tutto. In fondo riescono a riunirsi.
Ma cosa succede se non riescono ad avere un buon primo appuntamento dopo tre volte che ci provano?
Cosa succede se Arthur si impegna troppo e Ben troppo poco?
Cosa succede se la vita non è realmente un musical di Broadway?
Ma cosa succede se lo è?

Voto: 4/5

Migliori amici che scrivono insieme, interessante no? Ma quando sono due autori già abbastanza affermati, per lo meno in America, e con due stili piuttosto diversi, è davvero una buona idea?

Beckly Albertalli è conosciuta e amata per il suo Simon vs The Homo Sapiens Agenda (in italiano come Non so chi sei ma io sono qui, o anche Love, Simon) che appartiene ad un filone di letteratura sempre molto diversa e positiva, simpatica, carina, impegnativa fino ad un certo punto. Adam Silvera invece scrive libri tristi, belli o brutti non lo so, ma sicuramente ho visto più youtuber piangere per un libro di Silvera che di chiunque altro (e con titoli come More happy than not e They both die at the end, mi sembra abbastanza plausibile). Per cui un romanzo su due ragazzi, forse destinati ad incontrarsi o forse no, sembrava più nelle corde della prima che del secondo. Eppure hanno saputo entrambi stupirmi, perché il libro scorre via come niente e fa anche divertire, nonostante ci siano diversi momenti di tensione.

Fatta la mia premessa sugli autori e le loro differenze, ora vi devo parlare della vera cosa che mi ha attirata: È UN LIBRO CON I MUSICAL. O meglio Arthur, uno dei due protagonisti, è assolutamente ossessionato da Broadway e si da il caso anche da due dei miei musical preferiti: Hamilton (li vedete i cuori e le lacrime che escono dal pc?) e Dear Evan Hansen, da cui prende il titolo (Only us è una canzone del musical che ripete: What if it's us, what if it's us and only us?). So che con tutti questi dettagli avrò allontanato un sacco di potenziali lettori, ma posso assicurarvi che Ben, l'altro protagonista, è piuttosto ignorante in fatto di musical quindi non vi preoccupate: se non cogliete i riferimenti, non siete i soli e vi verranno spiegati sapientemente da Arthur. 

Detto questo è anche un libro molto profondo sulla questione dell'omofobia, di come un ragazzo di una piccola città si aspetta di trovare mille ragazzi una volta arrivato a New York e invece la cosa si rivela più difficile del previsto e anche con diversi ostacoli. È un romanzo che si pone mille dubbi, come si può già intuire dal titolo, e che non si capisce bene dove voglia andare a parare ma si rivela un ottimo connubio tra i due autori, a mio parere.

Il livello di inglese non mi è parso complicato, in più essendo un contemporary è davvero piuttosto semplice (al contrario di Fantasy che risultano sempre più complicati) e molto scorrevole. Le due prospettive si alternano di continuo e i capitoli non sono lunghissimi (grazie al cielo! Sto leggendo Six of Crows della Bardugo e i capitoli sembrano non finire mai), quindi potrebbe essere adatto anche ai meno abituati alla lettura in lingua.

lunedì 29 ottobre 2018

10 Canzoni di Taylor Swift per 10 coppie degli YA!

Quando Silvy mi ha proposto di fare un post, insieme a Jessica, in cui bisognava associare delle
coppie di libri a canzoni di Taylor Swift ovviamente non potevo dire di no. Si ringrazia l'aiuto delle mie amiche Cate e Mary, rispettivamente fan e assolutamente non fan di Taylor. Fatemi sapere se anche voi vedete certe connessioni o se ne avreste messe altre!

Eleanor & Park - This Love
Eleanor & Park, di Rainbow Rowell

This love is good
This love is bad
This love is a life back from the dead, oh
These hands had to let it go free
And, this love came back to me, oh

Perché: c'è l'idea di questo amore che per loro è buono ma crea dei problemi, che fa rivivere in un certo senso entrambi e che, si spera, dopo quel finale li abbia ricongiunti.


Lara Jean & Peter K - Tim McGraw
Tutte le volte che ho scritto ti amo, di Jenny Han

But in a box beneath my bed
Is a letter that you never read
From three summers back
It's hard not to find it all a little bitter sweet
And lookin' back on all of that, it's nice to believe


Perché: il riferimento alla scatola con la lettera sotto al letto, ovviamente!



Charlotte & Jamie - I know places
A study in Charlotte, di Brittany Cavallaro

They take their shots, but we're bulletproof
And you know for me, it's always you
In the dead of night, your eyes so green
And I know for you, it's always me

Perché: sicuramente per le ripetute sparatorie durante la serie e per la predestinazione dei due personaggi diciamo.


Audrey Rose & Thomas - Sparks Fly
Stalking Jack the Ripper, di Kerri Maniscalco

My mind forgets to remind me, your a bad idea
You touch me once and it's really something
You find I'm even better than you, imagined I would be
I'm on my guard for the rest of the world
But with you I know its no good
And I could wait patiently
But I really wish you would

Perché: uno schiaffo alle rigide regole del 1800!


Cinder & Kai - Come back, be here
Cinder, di Marissa Meyer

And this is when the feeling sinks in,
I don't wanna miss you like this,
Come back... be here, come back... be here.
[...]
This is falling in love in the cruelest way,
This is falling for you when you are worlds away.



Perché: diciamo che ho preso il "worlds away" in maniera piuttosto letterale. E anche l'innamorarsi nonostante la distanza.


Yael & Lucas - Last Kiss 
Wolf, di Ryan Graudin

Never thought we'd have a last kiss
Never imagined we'd end like this
Your name, forever the name on my lips

Perché: su questa taccio, chi sa sa.




Cath & Levi - Delicate
Fangirl, di Rainbow Rowell

Is it cool that I said all that?
Is it chill that you're in my head?
'Cause I know that it's delicate (delicate)
Is it cool that I said all that
Is it too soon to do this yet?
'Cause I know that it's delicate



Perché: mi è sembrato che questo passaggio di Delicate rappresentasse bene tutti i dubbi di Cath sulla relazione/le sue ansie.


Becca & Nicholas - The Last Time
The Royal We, di Heather Cocks e Jessica Morgan

This is the last time I'm asking you this,
Put my name at the top of your list,
This is the last time I'm asking you why,
You break my heart in the blink of an eye, eye, eye
You find yourself at my door,
Just like all those times before,
You wear your best apology,
But I was there to watch you leave

Perché: non voglio farvi spoiler, ma il romanzo è fortemente ispirato ad una famosa coppia inglese che potete benissimo immaginare e c'è un momento che mi ricordava questa canzone.

Mia & Adam - I Almost Do


Where she went, di Gayle Forman
And I just wanna tell you
It takes everything in me not to call you.
And I wish I could run to you.
And I hope you know that every time I don't
I almost do,
I almost do.


Perché: più che a Resta anche domani ho pensato al secondo romanzo della duologia, Resta sempre qui (Where she went in inglese, molto più adatto come titolo) ma taccio ancora per gli spoiler!


Bonnie & Finn - Getaway Car
Infinito + 1, di Amy Harmon
In a getaway car, oh-oh
No, they never get far, oh-ahh
No, nothing good starts in a getaway car
We were jet-set, Bonnie and Clyde
Until I switched to the other side

To the other side

Perché: decisamente per l'elemento alla Bonnie e Clyde!



Andate a leggere il post di Silvy qui e quello di Jess qui! :)

lunedì 8 ottobre 2018

Recensione: Il Principe Crudele, di Holly Black

Sono tornata! 
Finalmente. 
Piccolo aggiornamento: ho finito gli esami della triennale, mi laureo a dicembre, e *forse* mi trasferirò a Venezia per la magistrale. 
Ora che abbiamo tolto brevemente di mezzo i motivi della mia assenza, torniamo alle cose importanti, ovvero i libri.

Titolo: Il Principe Crudele
Autore: Holly Black
Pagine: 324
Prezzo: 18,00€
Casa Editrice: Mondadori

Trama: Jude era solo un bimba di sette anni quando i suoi genitori vennero assassinati. Fu allora che sia lei che le sue sorelle vennero rapite e condotte nel profondo della foresta, nel pericolosissimo Regno delle fate. Dieci anni più tardi, dopo essere stata tormentata e dileggiata per anni dalle creature del Regno a causa della sua condizione di mortale, Jude è disposta a tutto pur di sentirsi finalmente parte del regno in cui è cresciuta. Ma le fate disprezzano gli umani. E soprattutto li disprezza il principe Cardan, il figlio più giovane e crudele del Re. Per ottenere un posto a corte, quindi, Jude dovrà scontrarsi proprio con lui e, nel farlo, si ritroverà invischiata negli intrighi di palazzo. Quando poi all'orizzonte si delineerà la possibilità di una guerra civile che potrebbe condurre il Regno delle fate verso una spirale di violenza senza fine, Jude si ritroverà costretta a rischiare la propria vita per salvare le sue sorelle. E il Regno.
Voto: 4/5


Per essere la prima volta che mi immergo nel mondo della Black, direi che non mi è andata poi così male. Fino ad ora me ne ero tenuta lontana per diversi motivi: tutti mi dicevano che era molto "oscura", le fate non sono le creature che preferisco e in realtà le trame di altri suoi libri che avevo visto in giro non mi attiravano molto. Ma santo cielo, chiunque stava parlando del Principe Crudele, sia in Italia che qualche mese fa in America. E quindi l'ho letto anche io.

Devo dire che mi sono dovuta ricredere e non vedo l'ora di avere il secondo libro tra le mani (uscirà a gennaio in inglese col titolo The Wicked King). 
Innanzitutto perché la famiglia che la Black ci disegna come protagonista è decisamente problematica: Madoc ha adottato le due figlie illegittime della moglie, Jude e Taryn, e riportato a casa la sua vera figlia, Vivi, dopo aver brutalmente ucciso la moglie e il nuovo marito. E questo ci porta personaggi come Jude, la protagonista, particolarmente complicata a livello psicologico con i suoi sentimenti contrastanti verso questa specie di figura paterna e un'aspirazione al potere che forse neanche lei pensava di avere, e allora stesso tempo a grandi sviluppi per la trama.

Gli intrighi di corte sono estremamente ben costruiti. Siamo in una corte di fate e ovviamente niente è mai quello che sembra, ma la Black fa un buon lavoro ingannandoti e tenendoti all'oscuro dei piani dei protagonisti stessi, ma allo stesso tempo facendoti capire in modo sottile quali sono i soggetti veramente da evitare. 

Il mondo da cui la Black attinge è già stato sfruttato in innumerevoli saghe, ma anche da lei stessa. Le fate sono decisamente la sua area di competenza e, anche se io non lo sapevo, appaiono dei personaggi che erano presenti in altre sue serie, per cui se siete dei grandi fan tenete gli occhi aperti!

L'unico particolare che non mi ha convinta troppo è stata la velocità di ogni singola azione. Non posso scendere nel dettaglio, ma quando la protagonista assume un determinato ruolo mi sembra che passi oggettivamente troppo poco tempo perché lei possa effettivamente aver appreso granché. E' anche vero che parliamo di un mondo in cui una mortale deve confrontarsi con degli essere millenari e di tempo lei ne ha oggettivamente meno, oppure semplicemente l'autrice ha deciso di raccontarci i momenti salienti e non farlo diventare, grazie Holly, un libro di 800 pagine come sarebbe stata capace la sua grande amica Cassandra Clare.

Se non posso essere meglio di loro, diventerò molto peggio

giovedì 30 agosto 2018

Dal libro al film - Tutte le volte che ho scritto ti amo | Cinque cambiamenti da libro a film


Penso di aver consigliato questo film a chiunque nelle ultime due settimane, e questo libro a chiunque negli ultimi quattro anno. Sì, avete letto bene: 4 anni.
Anche io mi sono ri-presa la febbre da Peter K e oggi voglio parlarvi di cinque cambiamenti da libro a film, sia aggiunte che rimozioni, che sono state per il meglio o per il peggio (vedete il mini sottotitolo a ogni voce).

ATTENZIONE: Ovviamente ci saranno spoiler, ma non penso che sareste qui non avendo letto/visto almeno uno dei due, no?



Ah, e alle persone che mi chiedono se recuperare i libri o meno anche dopo che hanno visto il film.. la risposta è HELL YES! I libri sono carinissimi, non come l'altra serie di Jenny Han che personalmente non ho amato, e ci sono ancora tante cose da scoprire nella vita di Lara Jean. Per lo meno arrivate al secondo volume (il terzo è super cute, ma con pochi eventi effettivi). Però se siete stati colpiti dal film nel vale veramente la pena.
Ricordatevi anche che io ho amato sia libro che film, quindi tutto quello che trovate qui sotto è più una riflessione e un apprezzamento verso l'uno o l'altro, che una critica. 


1. La collana di Lara Jean 
Nope
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Per tutto il film Lara Jean indossa una collana d'oro, a forma di cuore, con un piccolo diamantino nel mezzo. L'avevate notata? Sì, beh, per chi ha letto il libro in realtà la collana era un pezzo di antiquariato che la mamma di Peter aveva in negozio e la nostra protagonista la ammirava sempre quando ci entrava, ma un giorno è sparita. Indovinate chi l'ha notato e ha deciso di farle un regalo? ;)
Purtroppo lei la indossa ancora prima di imbattersi in Peter nel film e quindi non c'è speranza di vedere la scena in un eventuale seguito, ma mi sarebbe davvero piaciuto vederla anche sullo schermo.

2. Bacio spontaneo
Nope
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Vi ricordate i flashback nel film in cui sono tutti dodicenni e giocano al gioco della bottiglia? Sì, beh, il bacio di Lara Jean e Peter K nel libro accadeva invece in modo spontaneo. Non che nella scena non fosse evidente che comunque a Peter lei piaceva (altrimenti avrebbe ascoltato il suggerimento di rigirare la bottiglia), ma...

3. La motivazione di Kitty
Hell yes
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Mega spoiler sull'invio delle lettere, che poi nel film non lo è neanche troppo: Kitty è la colpevole. Quello che però cambia è che mentre nel libro la sua motivazione è stupida, un litigio con Lara Jean, nel film Kitty appare un po' più consapevole di quello che sta facendo. Dopo un lungo discorso sul fatto che sua sorella sta a casa a guardare vecchi episodi delle Golden Girls invece di uscire, decide di prendere lei in mano la situazione. Forse poteva avere più tatto, ma come dice anche Margot le sue intenzioni erano buone. E poi comunque ci guadagna un Peter, quindi io farei a cambio.

4. John Ambrose McClaren
Nope
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Praticamente uno dei miei personaggi preferiti, John Ambrose è il ragazzo perfetto: bellissimo, studioso, un amore con sua nonna... insomma, avete capito. Ed era pure uno dei migliori amici di Peter. Però, forse perché il film era pensato per essere autoconclusivo, quando Lara Jean deve parlarne non usa il suo nome e quando John appare alla fine nel film con la lettera in mano e i fiori non era esattamente come lo avevo immaginato. A dir poco. 
Siccome il primo libro finisce con un cliffhanger era logico che per rendere il film autoconclusivo dovessero attingere al materiale del secondo libro, ma non hanno incluso il personaggio di John. Se però dovesse esserci un seguito mi pare ovvio che dovranno inserirlo, proprio perché è al centro degli eventi di PS. I still love you. Quindi produttori vi prego, vi prego, fategli giustizia e non rovinatemelo.

5. La madre di Lara Jean
Yes
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Si parla molto della perdita della madre, ma grazie al cielo hanno lasciato fuori il motivo per cui è morta. Un giorno è caduta in casa, si è addormentata sul divano per riposarsi e non si è più svegliata. Con tutte le cadute assurde che fa Lara Jean, aka buttarsi giù dal tetto per sfuggire a Josh, il fatto che abbiano lasciato la ragione della morte della madre un mistero è decisamente per il meglio.

***

Queste sono le prime cose che sono venute in mente a me, con la partecipazione delle mie amiche Mary e Cate (ormai fanclub ufficiale nel nostro gruppo su whatsapp), ma ce ne sono altre che potrei citarvi. Ad ogni modo io penso che abbiano fatto un ottimo lavoro nell'adattare il film, soprattutto dovendolo mantenere uno standalone (ma speriamo che adattino anche il secondo, visto il successo!). C'è qualche altra scena che avreste voluto vedere e che invece non è stata inclusa?


PS: che grandissima Ship

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