venerdì 19 luglio 2019

Recensione: L'Accademia del Bene e del Male - Prima che sia troppo tardi, di Soman Chainani

Titolo: L'Accademia del bene e del male - Prima che sia troppo tardi
Autore: Soman Chainani
Pagine: 600
Prezzo: 19,00€
Casa Editrice: Mondadori

Trama:
Rhian, falso sovrano, si è impadronito del trono di Camelot e ha condannato a morte il legittimo re, Tedros. Agatha, la sua regina, sfugge per un pelo allo stesso destino, invece Sophie cade nella trappola dell'usurpatore. Il suo matrimonio con Rhian è imminente, e lei si trova coinvolta in un gioco molto pericoloso, nel quale le vite dei due amici sono sempre più a rischio.
Come se non bastasse, re Rhian ha in mente terribili progetti anche per Camelot. Mentre il passato torna a ossessionare il presente, segreti rimasti a lungo sepolti vengono riportati alla luce e si risvegliano i vecchi nemici. L'avversario più temibile, tuttavia, è il tempo. Gli studenti dell'Accademia del Bene e del Male devono trovare un modo per riportare subito Tedros sul trono, prima che le loro storie - e il futuro della Foresta Infinita - vengano riscritti per sempre.

Voto: 4/5


Sapete che se c'è una serie Middle Grade (ma neanche troppo alla fine) a cui davvero non so resistere è quella dell'Accademia (sì, Accademia, perché scrivere "Accademia del bene e del male" tutte le volte viene troppo lungo).

Vi dico due cose in generale sulla serie, senza spoiler, e poi passiamo a qualche dettaglio in più (non saranno spoiler su questo libro, assolutamente, ma qualcosa magari sui libri precedenti potrebbe scapparmi). Non vedo come questa serie non possa piacere anche a chi, come me, in genere non ama i middle grade di "avventura", perché essenzialmente non sempre mi trovo a connettere coi personaggi. Capita a volte che, però, una serie di coincidenze mi attirino troppo per non darle una chance. Qui avevamo principesse e streghe, principi, un'accademia e delle favole, il che suona proprio alla mia portata e magari anche alla vostra.

Non solo, c'è anche da dire che l'Accademia e i suoi personaggi sono estremamente inclusivi a livello di etnie, il che fa sempre piacere riscontrare nei libri, ma anche a livello di diversità. Si scende un po' nella diversità legata al fantasy, che quindi maschera il vero messaggio forse, ma penso che al lettore attento arrivi comunque forte e chiaro. 

In più la storia è veramente divertente. In questa eterna lotta tra il bene e il male l'umorismo non manca mai e il comic relief è sempre presente. Ogni volta che leggo un nuovo volume lo faccio proprio col sorriso sulla faccia per l'assurdità di alcune situazioni in questo mondo magico, o le preoccupazioni di personaggi (come quello di Sophie, estremamente drammatica) o ancora per qualche battuta. 

Parlando invece del volume in sé cercherò di essere breve per non rovinare nulla ma attenzione agli spoiler sul volume precedente, Un mondo senza eroi
Ci eravamo lasciati con una situazione altro che drammatica: a Tedros, che nei primi mesi di reggenza a Camelot si era dimostrato tutt'altro che capace di regnare (ogni cosa pareva andargli storta), è stato soffiato il regno da un misterioso Leone, Rhian, che per il periodo precedente in realtà si era sempre professato sua amico e fedele servitore. I personaggi erano ormai separati: tra Agatha e Tedros le cose non funzionavano a causa delle tensioni su Camelot, e in più Sophie si era messa insieme a Rhian stesso, il che l'ha messa non solo in una posizione scomoda ora che il volta faccia era stato svelato ma anche in pericolo.

Ecco, Prima che sia troppo tardi è veramente il titolo azzeccato perché qui i nostro protagonisti e i loro amici rischiano veramente di perdere ogni singola cosa, e anche la vita. Durante questo volume saranno costretti, benché divisi, a salvarsi gli uni con gli altri nella speranza di riportare Camelot a Tedros e anche di sconfiggere il Leone. Ma come?
Posso solo dirvi che ci sono dei piani piuttosto ingegnosi che vengono messi in atto e qualche colpo di scena che non vi farà sicuramente annoiare.

Se non avete ancora letto questa serie io posso dire che almeno la prima trilogia merita di essere letta. So che alcuni non apprezzano le storie troppo lunghe ma secondo me una volta letto di questi personaggi stravaganti non si può fare a meno di continuarla! Provateci.

venerdì 7 giugno 2019

Procrastinare?! Io? Mai!

Ehilà! So che è tantissimo che non scrivo qui sopra ma si stanno avvicinando gli esami, quelli della magistrale, e non so bene come andranno. Incrociate le dita e io le incrocerò per voi, qualsiasi cosa dobbiate affrontare durante questa estate (finalmente giunta!)

Ora, so che di solito le cose da leggere nel periodo degli esami sono post come "Come essere più produttivi!", "Procrastinare? Mai più!" ma diciamocelo... ogni tanto lo faremo sempre. Procrastinatori si nasce. Che poi, a dire la verità, ogni tanto una pausa dobbiamo prendercela tutta e quindi sono qui per dirvi cosa faccio io quando faccio le mie piccole pause tra un argomento e l'altro.

La mia droga sono i video su youtube. Sì. Già. Sono colpevole. Ma se di canali con persone fisse ne seguo veramente pochi, durante gli esami accadono tre cose circa e ora ve le narrerò. 

I canali che guardo veramente con costanza sono due: Carrie Hope Fletcher, con i suoi video dedicati soprattutto al mondo dei musical (ora capite perché) e non solo è una persona molto positiva ma canta anche molto bene e quindi.... e la seconda è Tati Westbrooke, una delle due parti dell'ultimo grande drama di youtube in cui adesso non entriamo. Sappiate solo che la seguo da due annetti e quando prima pubblicava tutti i giorni da lunedì a venerdì era il mio momento di destress quotidiano da qualsiasi cosa. Ora pubblica tre video alla settimana, ma va bene comunque perché anche se non compro niente di quello che dice mi rilassa tantissimo. È un po' la mamma di youtube, non perché sia vecchia, ma proprio per l'atteggiamento che ha nei video.

Ma veniamo al procrastinare vero e proprio, quello che esce solo durante gli esami.

1. Video di cucina

In particolare David Seymour che prova a cucinare tutte quelle cose che sembrano strabuone (o a tratti rivoltanti) che si vedono su Tasty e con un po' di umorismo ci fa vedere quello che probabilmente succederebbe anche a noi se cercassimo di seguire quelle ricette. Lui è particolarmente sfortunato a tratti ma compensa per la sincerità. Non parliamo però delle cosiddette ricette italiane perché quelle non si possono neanche considerare a volte.





2. Video di case a NY

Ebbene sì. Tra casa mia, in cui vivo con i miei, e la casa a Venezia che era già arredata non avrei mai motivo di guardare a tante cose che riguardano l'interior design di vario tipo, eppure lo faccio. I video spesso sono brevi, a volte anche solo 3 minuti, e anche se ne guardo più di uno mi sento meno in colpa. Refinery29 ha una serie di video che si intitola "Sweet Digs" e ti indica il prezzo che una certa persona paga il determinato appartamento/casa e te la mostra, sia con una pianta sia con filmati della casa stessa. I padroni spiegano come hanno deciso di arredarla e perché. Sarà il mio desiderio di visitare New York a parlare?


3. Video di case minuscole

C'è una canale che si chiama Big Living in a Tiny House, e questo ragazzo va in giro per il mondo a visitare case mini o case particolari (una fatta da container, una casa sull'albero...) per vedere come sono state costruite e organizzate. Al contrario di prima io non ho alcun desiderio di trasferirmi in una casa minuscola (ho troppi libri) o su ruote, ma trovo molto interessante vedere come i padroni hanno deciso di ottimizzare il poco spazio. Quelle moderne sono le mie preferite, non posso negarlo. D'altra parte però la scelta ambientale di vivere in una casa così piccina la rispetto e la ammiro, anche se io non potrei mai farlo.



Magari sono arrivata tardi e conoscevate già tutta questa gente, ma magari vi ho anche dato qualcosa di interessante da guardare (non necessariamente procrastinando, ma quando non avete veramente niente da fare oppure vi serve l'ispirazione).

mercoledì 8 maggio 2019

Recensione: The Winner's Trilogy

SPOILER FREE <3

Titolo: The Winner's Curse
Autore: Marie Rutkoski
Pagine: 246
Prezzo: 14,90€
Casa Editrice: Leggereditore
Trama: 
In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce i schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni... Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…

Voto: 4/5

Rimango sempre un po' impressionata quando il primo libro di una serie mi prende, ho gli altri sotto mano e nel giro di cinque giorni ho finito tutto e sono la persona più felice/triste del mondo. In questo caso siamo anche fortunati perché Leggereditore ha portato il primo volume in Italia, cosa che con questo tipo di serie non succede spesso. E proprio oggi esce il secondo!

Mi trovo anche in difficoltà a descriverla, perché inizialmente la mia mente pensava "fantasy" (Fantasy, CED: a story or type of literature that describes situations that are very different from real life, usually involving magic) ma in realtà non c'è neanche un briciolo di magia, neanche quella un po' fasulla di qualche vecchia per la strada, e invece una grande quantità di intrighi politici in una società del passato ma che in realtà non è mai esistita. Diciamo che è historical fiction, ma oltre che alla storia sono proprio inventati tutti i sistemi di governo e i popoli.

L'unica cosa che avevo trovato mancasse un po' nel primo volume era l'introspezione nel personaggio di Arin, che rimaneva sempre un po' in disparte e che non riuscivo bene ad inquadrare. La situazione migliora notevolmente nei due volumi successivi con l'introduzione di un Pov che segue Arin stesso e i suoi pensieri più da vicino, aiutandoci a capirlo meglio e urlargli contro quando nel secondo volume sta pensando la cosa che tutti sappiamo essere giusta e scartarla perché la ritiene sbagliata. Mannaggia a lui.

Ma tutto il resto che riguarda questa serie è veramente spettacolare:

1. I colpi di scena sono veri colpi di scena, non di quelli che vedi arrivare all'inizio del volume stesso. Io non riuscivo a prevederne neanche uno (specialmente il destino di Kestrel alla fine del secondo).
2. Soprattutto i primi due volumi si leggono veramente in fretta. Il secondo, che esce oggi per Leggereditore, ed è anche il mio preferito l'ho letto tra un viaggio di italo e una serata lettura a Venezia. Non riuscivo a staccarmici.
3. La storia d'amore è diversa da tutte le altre. Perché di Romeo e Giulietta ne abbiamo visti mille, ma quando sono i protagonisti stessi che si impediscono di amarsi e fidarsi a vicenda perché appartengono a classi sociali, e paesi, diversi, è tutto molto più coinvolgente.
4. Ma soprattutto, la storia d'amore non è tutto. Anzi, a volte la parte politica prende proprio piede e non riuscivo a togliermi dalla testa ogni singolo schema, menzogna e piano che i personaggi stavano pensando o mettendo in atto.

Ahhhh! Non ho quasi più parole. Insomma, leggetela e supportate questa uscita italiana con la speranza che venga tradotto anche il terzo volume perché veramente merita.
Per citare la recensione di V. E. Schwab so Goodreads: "Flawless". Aveva decisamente ragione.

People in brightly lit places cannot see in the dark

venerdì 26 aprile 2019

A un metro da te: film vs. libro


Prima di cominciare vi lascio qui la mia recensione del libro scritta prima di vedere il film e completamente onesta. Ora che però ho potuto leggere e vedere A un metro da te mi piacerebbe darvi un breve parare sul confronto tra i due.

Quello che essenzialmente ho da dire è che il libro e il film hanno entrambi delle pecche e dei pregi. Le differenze sono veramente minime: la scena finale del libro è stata tagliata, il che è un bene per chi odia i finali aperti e un male per chi sperava di ritrovarla al cinema; le relazioni che si risolvevano troppo in fretta nelle (già poche) pagine del libro vengono completamente surclassate nel film e non trovano una spiegazione neanche affrettata (il rapporto di Will con la madre, quello dei genitori di lei); alcuni personaggi sono veramente solo di sfondo.

Anche se, vorrei aggiungere, che la scena tagliata di cui sto parlando nel trailer si vede benissimo (l'hanno anche usata per uno dei poster) e non vorrei che fosse stata una scelta dell'ultimo minuto, quella di toglierla, o addirittura della versione italiana del film come spesso succede. 

Posso però dirvi che tra i due io sceglierei il film: ha il pregio della velocità del film rispetto al libro, che nonostante sia corto è comunque più impegnativo di una pellicola da un'ora e mezza, e evita di cadere in quelle situazioni strane che menzionavo prima e che nel libro mi avevano fatto alzare gli occhi al cielo per la semplicità con cui venivano affrontate, sicuramente non realistica.

E poi c'è Cole Sprouse.

Vabbè, scherzo. Forse. Ma ad ogni modo non me la sento di dirvi "leggete assolutamente il libro perché non sapete cosa vi perdete" o "ci sono tante belle scene che non hanno incluso" perché non è oggettivamente vero. Se il libro è stato scritto dagli sceneggiatori ce lo si poteva aspettare.

E voi, siete andati al cinema o avete letto il romanzo?

venerdì 12 aprile 2019

Il Trono di Spade: Pronostici (poco attendibili e poco seri)

Lo so, non sono la persona migliore o più perspicace quando si tratta di fare questi post prima di grandi ritorni (vedi Una mamma per amica) o grandi finali, come in questo caso. Però mi diverso troppo, quindi li scrivo comunque.

Come tutti sappiamo domenica notte, per noi Italiani, inizierà l'ultima stagione di Game of Thrones. Personalmente sono più emozionata per questo che per Endgame, l'ultimo film degli Avengers (in quel caso predico la morte del mio personaggio preferito, Captain America, perché sono sfigata). È solo che il Trono ci accompagna da così tanto e non solo è noto per le sue morti più inaspettate e crude (e crudeli: il Red Wedding e Shireen per citarne solo alcune), ma è anche talmente tanto tempo che ci chiediamo chi diavolo ci finirà su questo trono, chi regnerà su Westeros, chi invece ci lascerà per sempre che... insomma, non vedo l'ora e allo stesso tempo tremo di paura. [Alcune morti però sono state anche molto soddisfacenti, lo ammetto: Joffrey, per dirne una.]

Qui sotto trovate uno dei miei video preferiti in assoluto che ritiro fuori da anni a questa parte ogni volta che la serie ricomincia: 
I'M SO EXCITED

Ora veniamo a noi, e ovviamente voglio tutte le vostre opinioni!
Attenzione: contiene spoiler sulle scorse stagioni ma, considerando che sono passati quasi due anni dall'ultima, potrei non ricordarmi alcune cose nemmeno io.
DISCLAIMER: sono una grande shipper della coppia Jon/Daenerys. Potete non essere d'accordo, e va benissimo, ma non ci agitiamo troppo.

Cose che secondo me succederanno:

- Cersei morirà, possibilmente uccisa da Jamie (ci spero troppo);

- Jon e Daenerys, che io shippo da morire da quando ero piccola e innocente e guardavo la prima stagione, avranno questo dannato bambino (ribattezzato dai fan boatsex baby) perché ci hanno rotto le scatole tutta una stagione sul fatto che lei non poteva avere figli e ricordiamoci lo sguardo di Jon al "I cant' have children" di Daenerys. Insomma o gli sceneggiatori sono stati poco sottili riguardo a questo argomento oppure ci hanno preso in giro tutti. Io penso la prima.
- Bran farà finalmente qualcosa di utile nella sua vita, perché non ho mai trova più irritante e insopportabile nessun personaggio, e probabilmente si rivelerà una figura chiave in questa stagione. Che sia cattivo? Alcuni ipotizzano che sia lui stessi il Night King, e non so perché ma ho la sensazione che sia vero. Comunque, 'sto Corvo a tre occhi prima o poi morirà anche lui. Grazie al cielo.

- Tyrion vivo. Non so perché e non vorrei tirargliela, ma non ce lo vedo morto in nessuna occasione. Mi sembra sempre che sia più furbo di tutti, che riesca a prevedere le cose o che sappia il loro vero significato (lo sguardo alla porta chiusa di Jon e Daenerys la dice lunga secondo me). Per giunta lui è uno dei pochi personaggi che ha girato praticamente tutto Westeros e che conosce quasi tutti perché ha passato ogni stagione, o parte di stagione, in un posto diverso e a fianco di gente diversa e ne sa sicuramente più degli altri. Per cui se dovesse morire sarebbe per un motivo ben preciso, ma la mia mente non riesce ad elaborare oltre.

- La morte di Verme Grigio. Magari ci stanno ingannando ma quel bacio prima della *credo* grande battaglia che sia scambiano lui e Missandei nel trailer mi ha un po' stretto il cuore. Morirà gloriosamente, penso.

-Daenerys potrebbe seguire le orme di suo padre e impazzire. Ogni tanto si è visto questo suo lato folle e non so se l'idea sia stata davvero abbandonata dagli sceneggiatori.

***

Cose che vorrei succedessero, ma neanche in un milione di anni:
- I Jonerys, felici, che regnano oppure anche solo su un'isola sperduta, con il bamino/a. Li sentite D&D che ridono?

Sì beh essenzialmente questo. Non oso pensare ad altro perché dalle interviste agli attori che ho visto sarà tutto assurdo, alcuni dicono soddisfacente e alcuni insoddisfacente, molti dicono triste quindi evito di fare ulteriori congetture che so saranno sicuramente smontate. E le vostre?

lunedì 18 marzo 2019

Recensione: King of Scars, di Leigh Bardugo

Titolo: King of Scars
Autore: Leigh Bardugo
Pagine: 519
Prezzo: 
Casa Editrice: Orion Children's Books

Trama:

Voto: 3.5/5


Non so se avete idea di quanto io abbia aspettato questo libro. Una volta finita la trilogia, che ho letto in una sola settimana un paio di anni fa, ero disperata perché avevano forse appena annunciato l'uscita di King of Scars, che si prospettava però molto lontana. Nel frattempo ho recuperato la duologia di Six of Crows e Crooked Kingdom, con la mie fedele compagna di commenti Silvy, che per quanto mi sia piaciuta per me non riusciva a battere la Grisha Trilogy. 

Il perché è ovvio: quando tutti sono caduti ai piedi della Bardugo per l'heist che era di fatto il primo volume della duologia, a me mancava l'elemento fantasy. Che è anche il motivo per cui, secondo me, molti non hanno amato King of Scars in queste prime settimane dall'uscita: si aspettavano Six of Crows, e hanno avuto invece il degno seguito della Grisha, cioè tutto quello che si era già ripromesso di essere.

E sì, perché è vero che sono passati tre anni dalla fine della Grisha ma è anche vero che si tratta fondamentalmente degli stessi personaggi, con un paio di eccezioni. Abbiamo Nikolai, il cui motto è I am the monster and the monster is me, proprio perché quella forza oscura che si era presa possesso di lui quando il Darkling era al pieno delle sue forze in realtà non è mai sparita e occupa le sue notti, e forse non solo. Con lui c'è il Triumvirato: Zoya, pungente e bellissima come al solito, Genya e David, ormai una coppia. E ovviamente i gemelli Tamar e Tolya, votati alla causa di Nikolai dopo essere stati al fianco di (Sankta) Alina per tanto tempo. 
Non solo, ma una vecchia amica nostra e dei Corvi è in missione per conto del Re: Nina ha il compito di salvare i Grisha di tutto il mondo per rimpolpare le schiere del Second Army, ma allo stesso tempo fare quello che deve fare da tempo adesso che è finalmente arrivata a Fjerda (voi sapete cosa).
Sembra quasi che questi tre anni non siano neanche passati: la situazione di Ravka è precaria come lo era in precedenza, le alleanze deboli e i nemici sempre più vicini. Nikolai pensa ad Alina, così come ci pensano Zoya e gli altri. Nina pensa a Matthias, qualche volta a Ketterdam e i suoi compagni di avventura. Ma per ora non sembra che alcuno di questi personaggi abbia intenzione di far più che essere nominato di passaggio e se da una parte lo capisco, dall'altra vorrei che Leigh Bardugo ci concedesse una reunion il più presto possibile.

Ora veniamo al mio parere personale e cioè che le mie aspettative altissime sono state leggermente deluse. Cercherò di spiegare senza andare troppo nel dettaglio e cadere negli spoiler. 
Se la storyline di Nina mi è piaciuta molto, come quella di Isaak (che conosciamo meglio a circa metà volume), quella di Nikolai e Zoya non mi ha soddisfatta altrettanto. Il ritorno di questo mostro e tutto quello che ne consegue, santi compresi,  non era la direzione che pensavo fosse possibile, era ciò che non avevo preso in considerazione e che di conseguenza non volevo vedere, perché ragazzi anche basta. So che non mi sto spiegando, ma non posso commentare oltre. Sono sicura che leggendolo lo capirete. Posso solo dire che il cattivo della situazione sarà forse amato da molti ma per me è stato un grande no.

Lo stile della Bardugo come al solito mi ha catturata, perché che lei scriva bene è veramente innegabile. E penso che il volume si sia salvato moltissimo sul finale, con un paio di colpi di scena e l'emergere del Nikolai che ricordavo e che a metà libro si era un po' perso. Ma ragazzi, soprattutto i colpi di scena: oh mio Dio. Sono ancora un pochino sotto shock perché io avevo il salame sugli occhi e non avevo affatto capito quello che stava succedendo. Brava Leigh perché me l'hai fatta sotto al naso.

And now we wait.

mercoledì 13 marzo 2019

W... W... W... Wednesdays! #3 - 2019


WWW Wednesdays è una rubrica americana conosciuta sul blog "Should Be Reading". Potete partecipare anche voi! Commentando qui sotto o adottando la rubrica sul vostro blog, e rispondere queste tre domande!

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you'Il read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
Io faccio sempre i WWW e poi mi contraddico. Sì, perché avevo detto che avrei iniziato Poison Study ma poi ero a casa, e non a Venezia, a scegliere il prossimo libro da leggere e con una scelta maggiore a disposizione mi sono buttata su La tigre nel pozzo di Pullman, terzo libro della serie dedicata a Sally Lockhart.

What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
Everbound, di Brodi Ashton, il secondo della serie di Eveneath che era stata parzialmente portata in Italia da DeA!

What do you think you'Il read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)
Riproviamo con Poison Study?

Ecco fatto. E il vostro WWW?


Vi interesserebbe un post con i libri che ho deciso di portare con me in questa nuova avventura alla magistrale?
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