lunedì 28 aprile 2014

Recensione - Ti giro intorno, di Sarah Dessen

Vi avevo detto che ero rimasta incantata dalla copertina, no? Beh, non c'è voluto molto perchè lo leggessi :P
Titolo: Ti giro intorno
Autore: Sarah Dessen 
Pagine: 372
Prezzo: 16,00€
Casa Editrice: Mondadori

Trama:
Andare in bicicletta è solo una delle tante cose che Auden si è persa nella vita. Figlia perfetta, studentessa modello, dal divorzio dei suoi genitori è diventata insonne e si è rifugiata nella solitudine delle letture, rinunciando a fare le piccole grandi esperienze che rendono l'adolescenza un periodo unico e irripetibile. È la decisione di Auden di trascorrere le vacanze estive a casa del padre scrittore a sconvolgere il suo mondo solitario. Qui Auden conosce Maggie, Leah ed Esther e scopre l'amicizia, fatta di chiacchiere e uscite, di segreti e confidenze. Ma sarà l'incontro con il taciturno Eli, ex campione di ciclismo acrobatico segnato da un tragico evento, a cambiare tutto.
Nelle lunghe notti d'estate, Eli fa provare a Auden tutto ciò di cui si è privata fino a quel momento, e insieme cercano un modo per lasciarsi alle spalle il passato.


Voto: 3.5/5

Ogni tanto esco anche io dai miei schemi, abbandono le letture distopiche, quelle con un pizzico di fantasy o quelle drammatiche per qualcosa di più leggero. E di solito da queste letture non mi aspetto granchè, pretendo solo di passare qualche ora a sognare in rosa (sì, capita anche a chi il rosa lo odia).
Ma Sarah Dessen mi ha dato qualcosa di più.

Non è un libro dalle tematiche complesse: ragazza nuova in città con diversi problemi in famiglia, ragazzo misterioso e dal passato oscuro... l'avete già sentito? Eggià.
Ma la cosa che mi ha sorpresa è che non l'ho trovato così banale come mi aspettavo. Pensavo di andare in contro ad una lettura che, per quanto fossi curiosa, mi avrebbe comunque delusa alla fine. Invece, e per fortuna direi, mi è piaciuto.

Auden, la protagonista dal nome pretenzioso, fa un grosso cambiamento durante le quasi trecento pagine del libro. Se all'inizio è fredda e critica come sua madre, quando va a passare le vacanze dal padre, in una cittadina sul mare, sembra che il caldo estivo sciolga la sua corazza e le permetta, finalmente, di divertirsi e farsi dei veri amici. 
Un po' meno profonda è stata l'analisi di Eli, il protagonista maschile, che ha subito un grave lutto da cui ancora non si è ripreso. Ma tant'è.
In corso d'opera la Dessen smonta anche gli stereotipi che la madre di Auden le aveva inculcato: solo perchè una ragazza veste di rosa non significa che non possa essere sportiva, o che non possa essere intelligente; solo perchè una donna gestisce un negozio di vestiti, non significa che non sia portata per gli affari. Infatti, sia Maggie che Heidi sono due bei personaggi: la prima un'ottima amica, e la seconda una matrigna migliore di quel che ci si aspettava.
E poi ci sono le due figure dei genitori. La madre di Auden, la donna-ghiacciolo, alla fine si rivela solo una persona profondamente ferita. Mentre il padre, quello che in teoria era il preferito, quello divertente, è assolutamente odioso. Sembra che abbia due fette di prosciutto sugli occhi e che non capisca niente di quel che gli succede attorno; non si prende mai la responsabilità di niente, e ogni due per tre mi veniva voglia di urlargli contro.

Lo stile della Dessen rende tutto il romanzo scorrevole, come se fosse un bicchiere d'acqua fresca. Si legge in pochissimo, ed è la perfetta lettura da ombrellone.

A volte ferisce più una domanda che una risposta.

2 commenti:

  1. Quella frase in rosso è bellissima *___* è vera *_* grazie per la recensione Angi :3

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