lunedì 4 settembre 2017

Recensione - Vicious, di V. E. Schwab

Titolo: Vicious
Autore: V. E. Schwab
Pagine: 353
Prezzo: 7.99£
Casa Editrice: Titan Books

Trama: Victor e Eli erano compagni di stanza al college, ragazzi brillanti, arroganti e soli che avevano riconosciuto nell'altro la stessa propria ambizione. Un comune interesse in adrenalina, esperienze di quasi-morte ed eventi che sembrano soprannaturali rivelano un'interessante possibilità: che con le giuste condizioni, qualcuno potrebbe acquisire abilità soprannaturali. Ma quando la loro prima tesi passa dalla teoria alla pratica, le cose finiscono decisamente male.
Dieci anni dopo, Victor fugge di prigione, determinato a catturare il suo vecchio amico (ora nemico), aiutato da una ragazzina con un'abilità sorprendente. Nel frattempo, Eli è in missione per eliminare ogni altra persona con i superpoteri che riesce a trovare tranne che per la sua compagna, una donna enigmatica con una volontà di ferro. Entrambi armati di tremendi poteri, guidato dal ricordo del tradimento e della perdita, queste arci-nemesi hanno iniziato una corsa alla vendetta ma alla fine chi sopravvivrà?

Voto: 4.5/5

Leggere Vicious era uno dei miei 50 obbiettivi dell'anno e grazie al cielo, se no chissà quanto ancora avrei rimandato questa lettura. Ma mi sarà piaciuto? Spoiler: certo che sì.

In Vicious assistiamo in parallelo a due storie: quella di Eli e di Victor all'università, che fanno esperimenti su come diventare EO (ovvero persone extra-ordinarie, con poteri che potrebbero sembrare quelli dei personaggi che noi chiamiamo super eroi, ma qui parliamo più di super cattivi) e allo stesso tempo di Victor e Eli dieci anni dopo, col primo sulle tracce del secondo dopo un lungo periodo passato in prigione. 

E' solo mentre entrambe le storie procedono e gli eventi si susseguono che riusciamo davvero a capire chi sia il cattivo qui, tra i due. E quello che mi piace della Schwab è che, come lei ha detto in più interviste, tutti i suoi personaggi e soprattutto i cattivi hanno una ragione, uno scopo plausibile per quanto contorto possa risultare al lettore. Non le interessano, e neanche ai lettori, i cattivi che sono così di default, senza un perché spiegato o con delle ragioni estremamente deboli. Insomma, l'autrice spiega la psicologia dietro ai suoi protagonisti e li fa risultare sempre più veri.

Plenty of humans were monstrous, and plenty of monsters knew how to play at being human.

Inoltre ha uno stile davvero interessante. Inizialmente pensavo che sarebbe stato troppo pesante da leggere in vacanza, che non sarei riuscita a starci dietro, e invece no! Non riuscivo a staccarmi e, a dire la verità, già al capitolo tre ero innamorata di questo romanzo. In più ha un particolare che mi piace tantissimo: i capitoli brevi. Non fraintendetemi: io amo che i capitoli lunghi, se la storia mi prende davvero. Ma i capitoli brevi sono quelli che prima di andare a dormire ti fanno dire "ancora uno" e poi "solo un altro" fino a che non sei andata avanti di cinquanta pagine quasi senza accorgertene.

Non vedo l'ora che esca, finalmente, il seguito del romanzo. Lo avevo sempre pensato come un autoconclusivo, prima di leggero, e anche se effettivamente ha un finale si sente che l'autrice avrebbe voluto dire di più ma, siccome era il suo primo romanzo, ha probabilmente voluto dargli chiusura in modo da non lasciare nulla in sospeso nel caso la pubblicazione andasse male. Cosa che, lo avrete ormai capito da tutti i romanzi che ha pubblicato, non è stata.

There are no good men in this game.

2 commenti:

  1. Non conoscevo questo titolo ma devo assolutamente aggiungerlo alla mia wl!

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  2. L'hai letto in lingua originale vero? Che difficoltà ha secondo te?
    Mi ispira molto però della autrice per ora ho letto solo "Come un canto selvaggio" e sinceramente mi è piaciuto ma mi aspettavo di più.

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